Archive for maggio, 2009

Noemi e l’imperatore.

lunedì, maggio 25th, 2009

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Ammettiamolo. Se i tratti arcaici fondativi dell’italiano televisivo si coagulano nell’imperatore pop bisogna accettare la latrina. La signorina Noemi Letizia (cognome ambiguo) si lascia suggerire le risposte e si consulta con i suoi ingegneri e avvocati. La sua identità si costruisce su questa scelta. E le altre? Sono numerose. Di loro sappiamo solo quando le incontriamo nella quotidianità della nostra vita activa. È la parte che conta poco e a cui si chiede di accomodarsi nella villa imperiale. Noemi parlerà nella neo lingua post Eduardo, De Berardinis, Totò e Carmelo Bene. Per lei, per la Noemi dell’imperatore, bisogna lavorare sul nuovo teatro partenopeo. Su questa nuova lingua dei Letizia  il teatro napoletano può raggiungerci. C’è già? Mi pare da quelle parti ci sia una collezione di trofei piuttosto che spirito di ricerca.Siamo a Weimar? Ma allora il tedesco aveva, volendolo, il meglio della cultura. Qui viviamo una Weimar secessionista, semianalfabeta e drogata. Signorina Noemi, viva sino in fondo la sua identità e si immoli come nei film italiani di Maciste (mondo dal quale per strani effetti temporali lei proviene, insieme al suo papi-imperatore).

Fabio Mauri e il buon naufragio.

lunedì, maggio 25th, 2009

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Ho appreso della morte di Fabio Mauri.L’ho sentito l’ultima volta per telefono un anno fa e ci siamo visti l’ultima volta due estati fa a Montepagano che gli aveva dedicato una mostra.Fabio Mauri appartiene alla generazione di persone, di artisti, che rispondono alle lettere. Una buona costruzione di sè accompagnata dal gesto gentile e civile di altra epoca.Nel lontano 1992, a Ravenna, con Marco Biraghi organizzai un convegno dal titolo Naufragi. Fabio Mauri vi partecipò con un intervento toccante lasciandoci un testo per la pubblicazione degli atti che rivelava una sua particolare sensibilità per la scrittura. Parlò di un suo momento difficile dal punto di vista sanitario trasformandolo in metafora meditativa sul linguaggio (e sull’esistenza).Conserverò amorevolmente le sue lettere e terrò a memoria le telefonate.In gioventù aveva frequentato la spiaggia di Rimini e la collezione Cardi Baggi conserva alcune fotografie di Mauri ragazzo, al mare, con la sorella ed altri amici riminesi. Avrei voluto mandargliene copia ma, come sapete, tra una cosa e l’altra ci si dimentica, ci si ripromette ma poi siamo ingoiati dall’inutilità della routine che ci allontana dalla coltivazione dell’essenziale.La storia personale di Fabio Mauri è molto interessante, poco italiana, e vi invitiamo a scoprirla insieme ai suoi originali lavori contaminati da una sana lentezza.Antonio Marchetti

Ascolta il mio cuore città: Milano

mercoledì, maggio 20th, 2009

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L’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera convivono ancora. È un bene? Oggi è possibile teorizzare (giustificare) tutto, tutto è rappresentazione: la merda dei piccioni e le ragnatele sui gessi dell’Accademia e la bellissima donazione di Emilio e Maria Jesi nella cui collezione in Pinacoteca si apre il varco prepotente di Mario Sironi ma, questa mattina, vedo che l’attenzione dei bambini, che passano veloci e distratti davanti a Severini Mafai Scipione e persino Picasso, si aggancia a “La cité des promesses” di Alberto Savinio: OHHHH!!! Che bello, in coro. Già, il mondo incantato, la rovina-costruzione dell’infanzia, la magia dei colori. Le lezioni che fanno con le maestre e professoresse qui ostruiscono il passaggio e la vista; sono tutti seduti a terra come gli indiani. Le schede sono preparate e loro devono “interagire”, secondo l’intimidazione contemporanea. Quali stagioni si riconoscono nel quadro, quante specie di verdure sono rappresentate, quali sono le cose dipinte che possono avere in casa e così via.
Ma quel precipitarsi spontaneo verso Savinio ci dice qual’è il vero potere dell’arte, quello tutto suo, naturale e difficile, spontaneo e stratificato. Finchè sono piccoli non possono sbagliare, poi prestissimo impareranno a mentire. Anche sull’arte.

I pre-moderni

domenica, maggio 17th, 2009

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Indietro su tutti ma in grado di elaborare modelli politici esportabili, poi gli “anni del boom”, lo sviluppo economico ma a modernità quasi nulla.
Ora siamo entrati nell’età pre-moderna e tutte le budella ancora devono essere rivoltate e fatte parlare.
L’imperatore pop non rappresenta le viscere; viene da lì e conosce se stesso molto bene. Il Vaticano sinora conferma e appoggia lo sbudellamento anche perchè ne ha di suoi e non pochi.
Cordiali saluti

L’imperatore pop

sabato, maggio 16th, 2009

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Una droga, un incantesimo.

Persone affatto disprezzabili, in contesti ludici ed estemporanei persino intriganti e sociologicamente appetibili, si mostrano catturati dalla scultura pop, iperreale, votato al sacrificio della latrina e della lordura (Eliogabalo, imperatore).

La sua donna lo consegna nudo nello spazio dell’esposizione dell’infomazione mediatica quadridimensionale. 

Siamo nella tragedia greca, non ancora italiana.

Siamo nella pre-italia, nel bianco e nero delle tragedie messe in scena dai rossellini pasolini carmerlo bene; loro ci hanno ben rappresentato. Ed ora? Ora viene fuori la pre-italia che si ripete, riappare. Un nuovo Mussolini? un nuovo Eliogabalo? Fa lo stesso. La nèmesi si avvicina.