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	<title>&#34;Vario Son Da Me Stesso&#34; &#187; Nuda vita</title>
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		<title>Sconnessione psichica</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
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Era inevitabile, e quasi scontato, che il naufragio all&#8217;isola del Giglio diventasse un paradigma della crisi europea, ed in particolare dell&#8217;Italia.
I giornalisti, sempre più lontani dai fatti e con vocazioni letterarie, ci hanno restituito le parole del mare e riattualizzato le grandi epopee dei Conrad, Stevenson, Melville. È mancata, fortunatamente, la &#8220;Zattera della Medusa&#8221;, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; text-align: center; margin: 0px;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; text-align: center; margin: 0px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1818" title="antonio marchetti ex voto_9" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2012/02/antonio-marchetti-ex-voto_9.jpg" alt="antonio marchetti ex voto_9" width="420" height="315" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">Era inevitabile, e quasi scontato, che il naufragio all&#8217;isola del Giglio diventasse un paradigma della crisi europea, ed in particolare dell&#8217;Italia.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">I giornalisti, sempre più lontani dai fatti e con vocazioni letterarie, ci hanno restituito le parole del mare e riattualizzato le grandi epopee dei Conrad, Stevenson, Melville. È mancata, fortunatamente, la &#8220;Zattera della Medusa&#8221;, la cui metafora ci avrebbe fatto precipitare nel puro &#8220;bios&#8221; animale. Sono i modi in cui si &#8220;schiva&#8221; il mare, il mare europeo. Il Mediterraneo rappresenta oggi la grande rimozione europea. Siamo in un&#8217;Europa di terra. Bollettini di morte per raggiungere una riva fatale ci informano di ciò che accade nel nostro mare. Da anni è così. La nostra &#8220;fortuna&#8221;, la ricchezza del mare, sono come oscurati.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">Per quanto ci riguarda, anche la vita comunitaria di terra mostra ormai lo &#8220;stivale&#8221; (come chiamava l&#8217;Italia il mio maestro) allo stremo, incapace di reagire ad emergenze naturali come la neve ed il gelo. L&#8217;Italia di Flaiano è ancora tutta qui. Per non parlare di quella di Corrado Alvaro. Il fatto è che da quasi due decenni l&#8217;italiano è affetto da sconnessione psichica. Si è sconvolti dalle notizie che in questi giorni passeggeri di treni siano rimasti &#8220;sequestrati&#8221; per ore, bloccati al gelo, fermi in campagne oscure e sconosciute come nel film &#8220;Il dottor Zivago&#8221;. Eppure, sino all&#8217;altro ieri, quando si viaggiava tra Rimini e Milano o verso Roma, in treni iperpubblicizzati, e si facevano notare i disagi (riscaldamenti inefficienti, aria condizionata da gelo, toilettes sporche o chiuse, ritardi notevoli sempre qualche minuto prima di un parziale rimborso, la scomparsa progressiva dei treni locali…) venivamo guardati come alieni. Non stava bene protestare, tutto andava bene. I passeggeri erano seduti come tante sculture &#8220;pop&#8221;a leggere tutti lo stesso libro di Oriana Fallaci, di Bruno Vespa o, appena meglio, di Terzani trasformato in guru. Quando i segni dello sfacelo erano chiari ed evidenti non stava bene protestare, indignarsi e denunciare la truffa di Trenitalia: il tuo vicino ti guardava come se tu fossi venuto da altro mondo. L&#8217;italiano-bambino si adegua facilmente ai facili retaggi che gli consente di &#8220;esserci&#8221;. Uomo plastico. Poi, evidentemente, ci si indigna tutti insieme, si fa un &#8220;movimento&#8221; che, naturalmente, parte dalla &#8220;rete&#8221;. Ma la posizione &#8220;individuale&#8221;, del ci<em>ttadino</em> che &#8220;sente&#8221; prima della catastrofe, che si fa sismografo e che legge i segni del presente in queste latitudini non vale nulla. La parola <em>cittadino</em> poi è scarsamente usata; si preferisce popolo, gente, consumatore, utente, elettore, popolo del web.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">A tutto ciò si aggiunge una italianità rattrappita e pigra (vedi anche: <a href="http://www.variosondamestesso.com/2011/10/03/passeggiando-tra-rovine/" target="_self">http://www.variosondamestesso.com/2011/10/03/passeggiando-tra-rovine/</a><a href="http://www.variosondamestesso.com/2011/10/03/passeggiando-tra-rovine/)">)</a> che reagisce agli eventi sconnessamente.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">Mi viene in mente qualcosa nei primi anni Novanta del secolo scorso. Si tratta di una immagine. Ragazzi e ragazze di allora per un certo periodo amavano coprire la metà delle mani con le maniche del golf. Non so se era una moda ma notavo che dalle maniche dei maglioncini uscivano solo le dita e se per caso, o per qualche movimento del braccio, la mano risultava completamente nuda, subito i ragazzi si affrettavano a coprirla.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman';">Ricordo queste ditine che apparivano anche quando faceva caldo, che sembravano dirci: sono fragile, ho freddo, sono debole, ho dei problemi, non ce la faccio… E gli adulti li accolsero commossi. Quello fu il momento fatale.</p>
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		<title>Passeggiando tra rovine</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 11:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
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Quasi un decennio fa, e forse ancor prima o subito dopo le fragili speranze dei primi anni &#8216;90, il declino italiano era chiaro a molti. Rileggere il rapporto CENSIS del 2002, l&#8217;anno della circolazione effettiva  dell&#8217;Euro, è un esercizio di memoria utile e per certi versi agghiacciante. Le parole di Giuseppe De Rita sono impietose: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; color: #333333; text-align: center; margin: 0px;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; color: #333333; text-align: center; margin: 0px;">
<p style="font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; color: #333333; text-align: center; margin: 0px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1744" title="antonio marchetti passa al bosco" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2011/10/antonio-marchetti-passa-al-bosco.jpg" alt="antonio marchetti passa al bosco" width="384" height="514" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Quasi un decennio fa, e forse ancor prima o subito dopo le fragili speranze dei primi anni &#8216;90, il declino italiano era chiaro a molti. Rileggere il rapporto CENSIS del 2002, l&#8217;anno della circolazione effettiva  dell&#8217;Euro, è un esercizio di memoria utile e per certi versi agghiacciante. Le parole di Giuseppe De Rita sono impietose: &#8220;La nostra società presenta oggi una stazionarietà prolungata senza contraccolpi di reattività. (&#8230;) Fra stazionarietà non reattiva e pericoli strutturali di declino, non deve sorprendere che si insinui oggi un&#8217;ambigua deriva di <em>curvatura concava della vita collettiva</em>.&#8221;. Non senza una vena di lucida nostalgia. Scrive infatti De Rita: &#8220;Questo è un paese che ha dato il meglio di sé quando ha attraversato l&#8217;angoscia per darsi serietà: nel poverissimo dopoguerra, nei drammatici anni &#8216;70, nella crisi finanziaria dell&#8217;estate autunno &#8216;92.&#8221;. L&#8217;angoscia, l&#8217;ansia, sembrano essere i soli propulsori per la &#8220;serietà&#8221;. Alle spalle di questo 2002 quasi un altro decennio, almeno dal 1993, fitto di litanìe riformiste e di favole con effetti speciali.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Ci approssimiamo al ventennio, camminando tra rovine.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Il motore di questa devastazione è stato, sicuramente, l&#8217;autoinganno. Il risveglio: tardivo ed ipocrita. Adusi a letture che spaccavano il capello, perdigiorno di analisi dei dettagli della vita quotidiana, del linguaggio, nel rifiuto dell&#8217;estasi orgiastica del potere ci ritroviamo qui ad aver ragione, la ragione del niente, spettatori degli ultimi arrivati, gli &#8220;imprenditori&#8221;, sino a ieri plaudenti e divertiti dalle barzellette del pornodivo.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Dopo il massacro sociale ed istituzionale dovrebbero arrivare loro, a dare l&#8217;ultima sconciatura delle nostre esistenze, loro che non sono stati in grado di leggere ed interpretare ciò che quel rapporto sulla situazione sociale del Paese indicava 10 anni fa (la cosiddetta new-economy era in crisi già allora!). Loro, orfani di una borghesia defunta, incapaci di mettersi in gioco, si sono autoingannati (e hanno ingannato chi lavorava per loro) ed ora, come sottoposti ad esperimenti mesmerici di risveglio forzato, pretendono di indicare la strada dello sviluppo e della rinascita. In maggioranza ignorante, qualunquista, disponibili a scorciatoie antiistituzionali e spesso illegali, la classe imprenditoriale ha danneggiato gli imprenditori stessi, quelli più intelligenti ed onesti.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Non si accettano lezioni da chi era presidente di tutto, felice gaudente del glamour e della &#8220;r&#8221; arrotata non ereditaria.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Di critiche ne abbiamo sentite di tutti i colori: pessimista, visione ideologica, pregiudizio, odio sociale, invidioso, sfigato, marginale, disfattista, comunista, esagerato, ossessionato. Come picchiare il cane solo perchè si agita quando sente un terremoto in arrivo. Sapevamo già, lo sapevamo che sarebbe stato un disastro. Ma a cosa serve oggi? A niente. Coloro che intuivano e sapevano sono coloro oggi maggiormente colpiti. Colpiti due volte: nella loro ipersensibilità sismografica (fallimentare) e nel loro stato sociale perchè pagano la crisi al posto di altri: una intera classe sociale, la classe media, soprattutto quella intellettuale e attiva nella formazione. &#8220;Chi non sa o non ricorda ripete&#8221;, recitava il titolo di una famosa mostra dei &#8216;70 di Vettor Pisani <em>versus</em> Joseph Beuys . Ecco allora che l&#8217;&#8221;angoscia&#8221; di De Rita (un sociologo cattolico e &#8220;serio&#8221; non certo un rivoluzionario!) dovrà ripetersi; il fondo oscuro dovrà di nuovo riapparire per risalire in superficie. Solo che questo, si spera, dovrà riguardare le nuove generazioni, da oggi, e non mi riferisco certo all&#8217;impettito presidente dei giovani industriali che sembra uscito da una commedia di Monicelli, vestito con la solita divisa &#8220;tranquillizzante&#8221; del completo Tasmania e cravatta, vecchio da giovane e qualunquista nelle parole, la cui unica rivoluzione in vita sua è stata quella di non invitare i &#8220;politici&#8221;: poteva scegliere, invitarne altri, di posizioni diverse. Il paraocchi tende più facilmente a considerare ostacoli quelli familiari, con cui ci si è embricati subdolamente e a non sperimentare nuove strade. Stupidità o rimozione? Tutte e due! Ma oggi vince stupidità, non scomodiamo il vecchio Freud.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Mi riferisco ai giovani in sosta-impegnata sino ai trent&#8217;anni tra triennio universitario, biennio magistrale, vari masters e stages conseguenti. Quella <em>curvatura concava della vita collettiva</em> fotografata dal CENSIS nel &#8220;lontano&#8221; 2002 è stata assorbita dalla famiglia. Ma non può durare. L&#8217;aspettativa di vita si allunga per le nuove generazioni, per i cinquantenni-sessantenni si approssima invece l&#8217;aspettativa di morte: risparmiare su pensioni e sanità, lavoro coatto e perdita progressiva dei diritti. La vecchia lotta di classe sarà sostituita dalla lotta di età. L&#8217;età, oggi, è la &#8220;classe&#8221;.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Noi CS siamo un po&#8217; stanchi, e siamo già passati al bosco. Scopriamo nuove strade, piccoli sentieri, dentro il nostro modesto giardino. Lo difendiamo con le unghie per paura che ci venga devastato anche quello. Quando parliamo ai giovani e cerchiamo di rappresentare la realtà realisticamente vediamo che spesso essi preferiscono racconti autoconsolatori. Auguri.  C&#8217;è sempre, naturalmente, qualche unicum.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Amen</p>
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		<title>Pensioni, riposo, nuda vita.</title>
		<link>http://www.variosondamestesso.com/2011/08/23/pensioni-riposo-nuda-vita/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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Sino a qualche anno fa, la parola &#8220;pensione&#8221; per me rappresentava qualcosa di lontano, e persino disdicevole. Devo ammettere che a questa mia avversione generazionale sul termine &#8220;pensionato&#8221;  contrapponevo, quasi ideologicamente, illusori campi di battaglia e bandiere etiche da piantare nella terra di nessuno. L&#8217;ideologia, come la fede, crolla di fronte alla verità. Da anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;">
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1726" title="Marchetti anker" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2011/08/Marchetti-anker.jpg" alt="Marchetti anker" width="360" height="270" />.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Sino a qualche anno fa, la parola &#8220;pensione&#8221; per me rappresentava qualcosa di lontano, e persino disdicevole. Devo ammettere che a questa mia avversione generazionale sul termine &#8220;pensionato&#8221;  contrapponevo, quasi ideologicamente, illusori campi di battaglia e bandiere etiche da piantare nella terra di nessuno. L&#8217;ideologia, come la fede, crolla di fronte alla verità. Da anni non ho più nulla da dire in proposito.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Colleghi, ancor giovani, anno dopo anno, recitavano il mantra: &#8220;Non vedo l&#8217;ora di andare in pensione&#8221;. Non mi piacevano.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Potete immaginare, con questa quotidiana contabilità, quale apporto positivo potevano dare al lavoro ed alla comunità (cose in cui ancora credevo), con tale attegiamento dimissionario, simili persone. Erano vincenti, furbi, opportunisti. Da destra e sinistra uniti per fottere lo Stato, uniti anche ideologicamente contro lo Stato.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Era appena ieri, cari moralisti etico-fighettini di sinistra <em>Fotti &amp; Magna</em>!</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Così, con 16-18 anni contributivi prendono ora  una pensione da oltre vent&#8217;anni, e tra dieci il loro mensile supererà oltre tre volte ciò che hanno versato. Se si parla oggi di aspettativa di vita per loro sarà di anno in anno una magnificenza. Per altri, per una generazione di mezzo (tolta di mezzo?), che si è data da fare a vent&#8217;anni, colpita da riforme ansiogene, ci sono aspettative di morte.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">In questo Paese sconnesso e paradossale ci sono persone che con la sola distanza anagrafica di 5 anni vivono mondi diversi. Un cinquantenne pensionato siede comodamente al bar insieme ad un sessantenne che andrà in pensione tra cinque anni. La pensione del primo è stata rivalutata; l&#8217;altro, quando ci andrà, vedrà la sospensione di un passaggio contrattuale ed il congelamento degli scatti di anzianità. Questa è l&#8217;Italia, un Paese affetto da sconnesione psichica, un Paese crudele ove le diseguaglianze convivono nello stesso bar. Questo governo rappresenta in pieno, raggrumandone le malattie storiche, questa patologia genetica dell&#8217;iniquità.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Ma l&#8217;idea di pensione non può essere ridotta al solo esercizio di contabilità.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Al termine &#8220;pensione&#8221; preferirei &#8220;messa a riposo&#8221;. Riposo inteso come merito di una vita attiva, che con il riposo certo non si interromperebbe ma potrebbe indirizzarsi ad altre cose vitali (e contributive). Una vita, degna di essere vissuta, dovrebbe essere così ripartita: un quarto tra infanzia ed adolescenza, due quarti di lavoro, un quarto di vuoto. Un vuoto libero e pagato.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Gli ideologi dell&#8217;aspettativa di vita, angeli della morte, becchini (che al contempo tagliano sulla sanità e servizi per spingerti a morire e risparmiare), fanno calcoli come potrebbe farli un demente. Si potrebbe aggiungere ( e la cosiddetta opposizione non arriverà mai a questo&#8230;) qualche salvaguardia sulla qualità della vita della persona, sul tempo-vita che non ha prezzo; su quel tempo &#8220;liberato&#8221; dal lavoro che annuncia una vita ripensata.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Ma la &#8220;vita activa&#8221; o la &#8220;nuda vita&#8221;, qui non sono contemplate.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Di conseguenza ci ritroviamo in una trappola paradossale che ci siamo costruiti.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Da un lato la disoccupazione e l&#8217;enorme difficoltà di entrare nel mercato del lavoro (ma anche coloro che non &#8220;vogliono&#8221; lavorare), dall&#8217;altro  il <em>Gulag</em> del lavoro, il lavoro imposto, i &#8220;prigionieri&#8221; del lavoro, che non possono lasciarlo, pur avendone maturato i diritti.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">L&#8217;Italia è questa:  lavoro coatto per una generazione, porte chiuse per la nuova. Ma se la nuova intende comportarsi ancora così, &#8220;bamboccioni&#8221; nella via di Damasco, non piangerò domani per la loro povertà.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Pare che la vita non abbia valore: non la vita dell&#8217;uomo distribuita in anni faticosi, non la vita vissuta. Il demone dell&#8217;ideologia cattolica  protegge un embrione, ma non l&#8217;uomo fatto&#8230;</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Occorrono oggi disubbidienze personali, individuali; microribellioni e destabilizzazioni in piccoli ambiti, spostamenti minimi. Oltre lo sciopero, obsoleto. È il tempo dell&#8217;individualità, del soggetto. Tanti piccoli &#8220;no&#8221;, a costi zero.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Anche se i costi psicologici per molti, nel dire un semplice no, sono insormontabili, abituati al gregge.</p>
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		<title>L&#8217;agosto nazionale a scuola del rancore</title>
		<link>http://www.variosondamestesso.com/2011/08/18/lagosto-nazionale-a-scuola-del-rancore/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 13:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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Gli psicolabili ministri di Eliogabalo-puttaniere (lavoro e pubblica amministrazione) devono ancora smaltire il loro rancore storico e portare a termine il progetto contro l&#8217;Italia. Uno di loro ricorda vagamente Joseph Paul Goebbels, per via di menomazioni fisiche che dobbiamo scontare al suo posto, e per la risoluta aggressività verbale. Il lavoro da fare è smantellare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; color: #333333; text-align: center; margin: 0px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1708" title="marchetti-cattelan" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2011/08/marchetti-cattelan.jpg" alt="marchetti-cattelan" width="420" height="315" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Gli psicolabili ministri di Eliogabalo-puttaniere (lavoro e pubblica amministrazione) devono ancora smaltire il loro rancore storico e portare a termine il progetto contro l&#8217;Italia. Uno di loro ricorda vagamente Joseph Paul Goebbels, per via di menomazioni fisiche che dobbiamo scontare al suo posto, e per la risoluta aggressività verbale. Il lavoro da fare è smantellare la maggiore rappresentanza sindacale (altre si sono già vendute) e la componente sociale dei dipendenti statali (elettoralmente poco significativa per il pornodivo al potere), oltre ad insultare e disprezzare il precariato nel lavoro (quasi 4 milioni di italiani). La sicurezza di questi uomini di Stato, piccoli quanto pericolosi &#8211; forse pericolosi proprio in quanto piccoli e banali &#8211; è dovuta alla loro fedele appartenenza alla cupola di Eliogabalo-puttaniere che considerava la crisi economica sino all&#8217;altro ieri una percezione psicologica, un disturbo ottico. Il prezzo che oggi si chiede di pagare per la credibilità dell&#8217;Italia in Europa prevede lo smantellamento di progetti esistenziali di una generazione che ha lavorato per i due terzi della propria vita mentre consegna i giovani ad un futuro oscuro senza prospettive. L&#8217;Italia che lavora, che ha lavorato, che vorrebbe lavorare è consegnata nel tritacarne della &#8220;credibilità&#8221; accellerata. L&#8217;altra Italia, ma che è mescolata ambiguamente a questa, ha partecipato all&#8217;illusorio festino ingozzandosi di falsità e pulsioni predatotorie alle spalle degli altri. In generale si rimane chiusi nel recinto blindato della famiglia, che va dai genitori ai nonni, proiettando (ancora!) nei figli progetti al di sopra di ciò di cui oggi avremmo bisogno, prolungandone l&#8217;adolescenza sino ai trent&#8217;anni. Cosa mai avrebbe detto di così scandaloso la buon&#8217;anima di Padoa-Schioppa appena qualche anno fa? Il bertinottismo ieri ed il grillismo oggi, insieme ai &#8220;puri&#8221; di facebook con doppia vita, aiutano nella demolizione di ciò che eravamo e avremmo potuto essere. Qui ormai si aggredisce la nuda vita, la nostra individualità, spaesata e muta, orfana di riferimenti. Come le tragedie familiari e le morti dei nostri anziani tutto avviene sotto il sole satanico di ferragosto, nell&#8217;Italia in ferie (per chi può), in un momento in cui siamo deboli. Quando una risposta ci sarà forse sarà troppo tardi. Il buon Vendola prevede un festival di scioperi, che per un dipendente della scuola significa una perdita giornaliera tra i 70-90 euro; altre forme più incisive e meno penalizzanti il poeta salentino non ne propone. Nel sito della FLC- CGIL questo annuncio: &#8220;Aspettando l&#8217;autunno, il punto della situazione. Sospeso nella settimana di Ferragosto l&#8217;aggiornamento quotidiano del sito. Sempre online la rassegna stampa&#8221;.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">FLC sta per &#8220;federazione lavoratori per la conoscenza&#8221;. Mi vergogno ormai di questa denominazione, non tanto per la &#8220;conoscenza&#8221;, quanto per la &#8221;coscienza&#8221;, che è sparita. A Roma, gli insegnanti trovatisi indietro nelle graduatorie scavalcati da quelli del sud si sono rivolti al Partito della Lega. Of course&#8230;</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">I primi giorni di scuola saranno uguali: le professoresse entreranno nella hall con i loro trolley pieni di libri di testo (utili a loro e non agli studenti); li hanno già cambiati per l&#8217;anno in corso ammazzando le famiglie. Si lanceranno istericamente nei tavoli ove sono poggiati i loro nuovi registri personali. Non faranno mai sciopero, se sono cielline tutto va sempre bene, c&#8217;è sempre un &#8220;ma&#8221; ed un &#8220;però&#8221;; sono macchine, mai stanche anche se stravolte, devono dimostrare la tenuta; mai una pausa di riflessione, una sosta critica&#8230; Accettano tutto, non sanno della sospensione del contratto perchè non conoscono un contratto. Sono anche madri, e gli allievi sono figli virtuali. Il distacco pedagogico manca, sono &#8220;coinvolte&#8221;. I loro allievi con sospensione di giudizio seguono i corsi estivi da loro gestiti e se a settembre la valutazione è minore di quella di giugno vengono comunque e paradossalmente promossi. Centinaia di migliaia di euro vengono spesi nei licei per questi corsi di recupero inutili. Per l&#8217;eccellenza, per gli sfigati bravi, non si investe nulla.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">I giovani precari partecipano poco alle scelte didattiche perchè dichiarano che forse l&#8217;anno prossimo non ci saranno. Quando il loro contratto viene trasformato a tempo determinato, dopo un anno di &#8220;prova&#8221;, si sentono tranquilli e a riposo, acquistando subito il trolley per la scuola. I giovani docenti a scuola raramente portano il &#8220;nuovo&#8221;. Sono plasticamente aderenti alle convenzioni ed ai conformismi, dicono sempre &#8220;sì&#8221; nel luogo di lavoro ed hanno una sudditanza nei confronti dei dirigenti; nei collegi dei docenti non prendono mai la parola &#8211; salvo poi sfogarsi teatralmente e narcisisticamente nelle manifestazioni o sui social network &#8211; sembrano più vecchi della generazione che è andata in pensione qualche anno fa. È questo che intendo per doppia vita, o se volete: &#8220;sconnessione psichica&#8221;.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">La catastrofe della formazione è anche questa!</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333;">Nel retrobottega del macellaio il finanziamento pubblico alle scuole private e le agevolazioni fiscali alle attività economiche della chiesa cattolica non vengono toccate.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Times New Roman; color: #333333; min-height: 16.0px;">
]]></content:encoded>
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		<title>A qualche giovane in ascolto&#8230;</title>
		<link>http://www.variosondamestesso.com/2011/07/03/a-qualche-giovane-in-ascolto/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 23:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[.

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Forse perchè mi aspetto il superamento della linea d&#8217;ombra, spostata sempre più in avanti, quasi la vita fluttuasse senza chiodi nel muro o traslochi dell&#8217;anima.
Forse voglio stare con voi per portare qualcuno da questa parte, la mia, visto che dalla vostra parte non mi avete mai portato, o voluto.
Volevo portarvi dalla parte ove ci si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal 'Times New Roman'; color: #333333; text-align: center; margin: 0px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1681" title="antonio marchetti aghi" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2011/07/antonio-marchetti-aghi.jpg" alt="antonio marchetti aghi" width="300" height="195" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Forse perchè mi aspetto il superamento della linea d&#8217;ombra, spostata sempre più in avanti, quasi la vita fluttuasse senza chiodi nel muro o traslochi dell&#8217;anima.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Forse voglio stare con voi per portare qualcuno da questa parte, la mia, visto che dalla vostra parte non mi avete mai portato, o voluto.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Volevo portarvi dalla parte ove ci si mette in gioco; dalla parte del rischio, se si vuole conquistare spazio tempo e futuro.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Forse perchè volevo sentire la vostra voce, che non è mai a voce alta e chiara, ma sussurrata e quasi spaventata; e dallo spavento ne viene quasi un&#8217;arroganza, una falsa sicurezza nel gruppo e poi, spesso, tanta ignoranza.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Forse perchè ci si aspetta uno sguardo nuovo, che possa sorprenderci ed indicarci una crisi di-da noi stessi che apre a qualcosa&#8230; che non so.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Forse perchè amo vedere in voi l&#8217;energia, la flessibilità e la forza, e la scioltezza, di un corpo che avevamo. Ma quanto spreco!</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Ancora, noi, ci ritroviamo a faticare,  a svegliare corpi e menti in &#8220;riposo&#8221;, dentro una nuova età generazionale che si ritiene eterna.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #333333;">Non sarete eterni; anche a voi toccherà un presente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uomini pescaresi: Paolo Di Pietro</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 10:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[.

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Parlare di Paolo Di Pietro vuol dire parlare di una famiglia, di tanti fratelli, accomunati da un fondo comune di intelligenza, acutezza, e grande spirito critico, estesi in zone persino eccessive di lucidità; “dispendio”, spreco analitico che va a costituire quella Pescara parallela e umbratile poco visibile, ma molto profonda e fondativa.
Anche se, attualmente, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal 'Times New Roman'; text-align: center; margin: 0px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1635" title="paolo e serena.variosondamestesso" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2011/06/paolo-e-serena.variosondamestesso.jpg" alt="paolo e serena.variosondamestesso" width="240" height="470" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Parlare di Paolo Di Pietro vuol dire parlare di una famiglia, di tanti fratelli, accomunati da un fondo comune di intelligenza, acutezza, e grande spirito critico, estesi in zone persino eccessive di lucidità; “dispendio”, spreco analitico che va a costituire quella Pescara parallela e umbratile poco visibile, ma molto profonda e fondativa.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Anche se, attualmente, i Di Pietro rappresentano una diaspora geografica, sempre pescaresi restano.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">I Di Pietro sono accomunati anche da una “r”, “moscia”, che arrota le parole, affila i pensieri, stilizza la dialettica.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Sono forse memorie francesi, o italianamente mediate da antichi itinerari parmensi, non mi è dato per ora sapere ma mi cullo nell’immaginazione e mi piace pensarla così.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Paolo Di Pietro non ha solo rappresentato la condivisione dell’architettura e del design, dell’arte e della critica d’arte e architettonica, delle battaglie sindacali e politiche nella sinistra, ma anche della psicoanalisi, della psichiatria e dell’antipsichiatria, cercando insieme in queste discipline una qualche risposta a tutta una serie di complessità del vivere quotidiano.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Laing, Cooper (l’ex sfascia-famiglie), Basaglia, Schatzman, Bettelheim, Foucault, erano gli autori in quei lontani anni Settanta di cui parlavamo a cena o sul tavolo da disegno.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Il mondo relazionale intorno a Di Pietro riesce ad armonizzarsi anche nelle inevitabili ed epocali crisi familiari, ove vengono predisposte nuove ricomposizioni; equilibrio e civiltà hanno sempre la meglio, mentre la circolazione delle eventuali caselle vuote si sostanziano in nuove mappe esistenziali, rimesse continuamente in gioco sotto il segno dell’autenticità.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Professione e vita, deontologia professionale ed etica dell’esistenza, in Paolo Di Pietro, sono inscindibili.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Per questo la sua migliore opera risiede nella sua dimora.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Un architetto che si fa un autoritratto architettonico (come un odierno e reincarnato Adolf Loos). Come farebbe un pittore, imprimendo nella tela il proprio volto.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;"><em>Antonio Marchetti</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; min-height: 21.0px;"><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nostalgia del futuro</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 21:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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Qui, nel mondo in cui ci è capitato di nascere, si è sperimentato tutto: l&#8217;impensato lo si esperimenta oggi.
Il presente lo viviamo piuttosto preparati, meno coloro che perdono dignità economica e sociale che non hanno voce, a parte i format televisivi a tema ove si procede per emblemi. Gli sconfitti sono muti, mentre i più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2011/05/Antonio-Marchetti-per-varisonadamestesso.jpg"><img class="size-full wp-image-1593 aligncenter" title="Antonio Marchetti per varisonadamestesso" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2011/05/Antonio-Marchetti-per-varisonadamestesso.jpg" alt="Antonio Marchetti per varisonadamestesso" width="350" height="381" /></a></p>
<p style="text-align: center;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #010101;">Qui, nel mondo in cui ci è capitato di nascere, si è sperimentato tutto: l&#8217;impensato lo si esperimenta oggi.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #010101;">Il presente lo viviamo piuttosto preparati, meno coloro che perdono dignità economica e sociale che non hanno voce, a parte i format televisivi a tema ove si procede per emblemi. Gli sconfitti sono muti, mentre i più preparati, per quanto marginali ma che sbarcano il lunario, sono più ciarlieri: amano rigirarsi il giocattolo dell&#8217;indignazione tra le mani. Siamo impotenti entrambi, se messi di fronte alla potenza messa in campo; ma noi non ci sentiamo impreparati.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #010101;">Qualche filosofo in giro per il Paese ad insegnare la &#8220;Polis&#8221;, qualche viaggio in Europa, qualche libro memorabile, una certa propensione ad avvertire il pericolo nel corpo prima che nella mente, alcune esperienze dolorose, la soglia dell&#8217;armonia e dell&#8217;equilibrio, l&#8217;amore, la passione per la Politica (per il &#8220;Politico&#8221; si diceva&#8230;), la scelta dell&#8217;A(a)rte, alla fine ci hanno aiutato a non essere colti di sorpresa.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #010101;">Mentre ci aggiriamo tra le rovine già cogliamo le possibilità di giorni migliori. Forse l&#8221;indifferenza appassionata&#8221; perde colpi sulla &#8220;passione&#8221;, mentre l&#8217;indifferenza sembra cedere spazi alla &#8220;partecipazione&#8221;.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman; color: #010101;">Una partecipazione &#8220;negoziata&#8221;. Di volta in volta, e non più come astrazione o dittatura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro. Il distaccato e il coinvolto.</title>
		<link>http://www.variosondamestesso.com/2010/06/24/lavoro-il-distaccato-e-il-coinvolto/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 13:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[.



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Ma cosè la globalizzazione? Lo spostamento della relazione lavoro- imprenditore in quella schiavo- padrone?
Questo è il Dopo Cristo di Marchionne? La globalizzazione dei mercati azzera le differenze tra democrazie e dittature? La democrazia e i diritti delle persone sono diventati skandalon nel mercato globale?
&#8220;Chi sta alla catena sa di cosa si parla&#8221;, dice un operaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;">.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;">
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; text-align: center; margin: 0px;"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/06/antonio-marchetti-milano.jpg"><img class="size-full wp-image-1191 aligncenter" title="antonio marchetti milano" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/06/antonio-marchetti-milano.jpg" alt="antonio marchetti milano" width="440" height="622" /></a></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Ma cosè la globalizzazione? Lo spostamento della relazione lavoro- imprenditore in quella schiavo- padrone?</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Questo è il Dopo Cristo di Marchionne? La globalizzazione dei mercati azzera le differenze tra democrazie e dittature? La democrazia e i diritti delle persone sono diventati skandalon nel mercato globale?</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">&#8220;Chi sta alla catena sa di cosa si parla&#8221;, dice un operaio di Pomigliano.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">-</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Le depressioni di chi lavora e quelle di chi non lavora si pongono su pianeti distanti.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Il lavoro è emancipazione, dignità, realizzazione personale, socialità e crescita culturale, autonomia e relazione continua. Anche quando ci si lamenta del lavoro possiamo parlarne, socializzare la lagna.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Il non lavoro è regressione nell&#8217;universo individuale (o familiare per chi ha famiglia), frustrazione, vergogna a volte, isolamento. Il tempo sembra fermarsi. Perdere il lavoro significa perdere un mondo, il mondo tra gli uomini. Perderlo ad una età matura significa vedere infranti progetti ed aspettative, e trovarsi inaspettatamente nella povertà. Da anni ascoltiamo la retorica sui  senza lavoro e sulla &#8220;gente che non arriva alla fine del mese&#8221;. La ascoltiamo da chi non ha questi problemi. L&#8217;altra voce, infatti, usa linguaggi non più riconosciuti dalla comunità, il linguaggio della nuda vita, e dunque accantonati.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Mi viene in mente un vecchio e bel libro di Norbert Elias, &#8220;Coinvolgimento e distacco&#8221;.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Viviamo il mondo con queste due modalità. Oggi il distacco appartiene al lavoro e a chi possiede una &#8220;vita activa&#8221;, e alla conseguente distanza con la quale si osserva chi il lavoro non ce l&#8217;ha o lo ha perso.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Il coinvolgimento appartiene a chi è &#8220;dentro&#8221; la situazione, dentro la crisi, VIVE la perdita.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">È un orizzonte limitato dal bisogno, spazio stretto nella necessità, povero di connessioni critiche proprio perchè non connesso, estromesso, oggi più che mai.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica;">Tra queste due modalità si è interrotta la comunicazione. Mentre per il distacco lo spazio si è ampliato a dismisura (grazie ai media e ai social network), al coinvolgimento è rimasto uno spazio che viene relegato sotto le etichette &#8220;avete sempre torto&#8221;, &#8220;avete un punto di vista sbagliato&#8221;, &#8220;il mondo è cambiato&#8221;, &#8220;la globalizzazione&#8230;&#8221;, &#8220;siete Prima di Cristo&#8221; (bizzarra questa temporalità del capitalismo  fondata su una  &#8221;rivelazione&#8221; evangelica) e via dicendo. Il punto di vista del coinvolgimento quasi coincide con la linea di terra;  mentre nella prospettiva del distacco il punto di vista è aereo e sintetico. Le due visioni possono, nelle vicissitudini della vita, scambiarsi di posto. Se questo non accade, e non è augurabile almeno in un senso, potremmo fare lo sforzo di immedesimarci ora nell&#8217;uno ora nell&#8217;altro. Almeno noi, distaccati e occupati , disincatati e distanti anche se coinvolti!</p>
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		<title>Il periodo che verrà</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 16:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[.
.
Il periodo delle calze a rete Il periodo dei paninari Il periodo del non ci vado Il periodo del riflusso Il periodo del walkman Il periodo degli exogini Il periodo del piatto Lenco Il periodo della new ave Il periodo dei dungeons &#38; dragons Il periodo delle gonne con le frappe Il periodo del dopoguerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/05/antonio-marchetti-mafia.jpg"><img class="size-full wp-image-1086 aligncenter" title="antonio marchetti mafia" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/05/antonio-marchetti-mafia.jpg" alt="antonio marchetti mafia" width="480" height="334" /></a>.</p>
<p>Il periodo delle calze a rete Il periodo dei paninari Il periodo del non ci vado Il periodo del riflusso Il periodo del walkman Il periodo degli exogini Il periodo del piatto Lenco Il periodo della new ave Il periodo dei dungeons &amp; dragons Il periodo delle gonne con le frappe Il periodo del dopoguerra Il periodo di sto bene da solo Il periodo dell&#8217;anoressia Il periodo del 1° maggio Il periodo della fellatio Il periodo della psicoanalisi Il periodo dei pattini Il periodo del moscone Il periodo dell&#8217;ideologia Il periodo di Truffaut Il periodo del riso in bianco Il periodo delle tele ad alto spessore Il periodo dell&#8217;Einaudi Il periodo del transistor Il periodo della parrocchia Il periodo degli yuppies Il periodo del non te la da Il periodo del pompelmo Il periodo delle osterie Il periodo del facciamoci del male Il periodo domani parto Il periodo di Gian Maria Volonté Il periodo dei cunnilingus Il periodo di Eduardo Il periodo dei francesi Il periodo del flipper Il periodo dello zainetto Il periodo delle sveltine Il periodo della 500L Il periodo della disco music Il periodo del Moxy Bar Il periodo di Patty Pravo Il periodo delle mostre Il periodo dell&#8217;autostop Il periodo delle senza mutande Il periodo del jukebox  Il periodo della bulimia Il periodo delle femministe Il periodo degli scandali al sole Il periodo degli spaghetti aglio e olio Il periodo degli Inti Illimani Il periodo di Aldo Moro Il periodo dei festivals Il periodo di Carmelo Bene Il periodo dei fascisti Il periodo dei Jefferson Airplane Il periodo dell&#8217;austerity Il periodo dei freaks Il periodo di Alighiero &amp; Boetti Il periodo delle vergini Il periodo degli aborti Il periodo dei punks Il periodo dei concerti Il periodo dei figli Il periodo dei Police Il periodo dei cretini Il periodo dei posters Il periodo dei funerali Il periodo dell&#8217;iPod Il periodo del Muro Il periodo in tenda Il periodo della semiologia Il periodo del trendy Il periodo di lisciarsi i capelli Il periodo del farsi un culo così Il periodo dell&#8217;inchiostro di china Il periodo degli stronzi Il periodo dei compagni Il periodo dei ghiaccioli Il periodo dei concettuali Il periodo di Keith Jarrett Il periodo dello yogurt fatto in casa Il periodo degli agriturismo Il periodo dei terremoti Il periodo degli aperitivi Il periodo di Pertini Il periodo di Andrea Pazienza Il periodo degli assessori Il periodo del teatro Il periodo dei comunisti Il periodo degli sponsors Il periodo dell&#8217;Altra domenica Il periodo di Sergio Leone Il periodo della fame Il periodo delle salopettes Il periodo di Brian Eno Il periodo del dolore Il periodo della bruschetta Il periodo degli acrilici Il periodo dell&#8217;infradito Il periodo di Bataille Il periodo dei festival dell&#8217;Unità Il periodo degli zatteroni Il periodo dell&#8217;uovo alla coque Il periodo dell&#8217;eskimo Il periodo sempre solo Il periodo dei quaderni piacentini Il periodo dei sandali alla schiava Il periodo che palle Il periodo del carnevale Il periodo dell&#8217;identità Il periodo del venire dentro Il periodo delle Mini Minor Il periodo dei pubs Il periodo della Protezione Civile Il periodo dello sballo cattivo Il periodo della spirale Il periodo del mio nome è Bond Il periodo della grappa Il periodo di Accattone Il periodo delle scarpe a punta Il periodo dell&#8217;accoglienza Il periodo delle moto Il periodo del portfolio Il periodo del giubbino Il periodo non mi piace più niente Il periodo del curriculum Il periodo delle gonne con lo spacco Il periodo di Charlotte Rampling Il periodo dei periodici Il periodo delle discoteche Il periodo delle Timberland Il periodo della potenza Il periodo del mi manchi Il periodo che piangevo Il periodo delle vibrazioni Il periodo del dancing Il periodo di Maciste Il periodo del Martini dry Il periodo del cinema d&#8217;essai Il periodo della sorellanza Il periodo delle fidanzate Il periodo della camera oscura Il periodo persecutorio Il periodo della Nikon Il periodo della mansardina Il periodo degli scoppiati Il periodo dell&#8217;artigianato Il periodo delle espadrillas Il periodo di Van Der Rohe Il periodo del viaggio in India Il periodo del tirare tardi Il periodo delle veline Il periodo dell&#8217;Aids Il periodo delle serigrafie Il periodo degli indiani metropolitani Il periodo della fellatio Il periodo dell&#8217;attacchinaggio Il periodo della filosofia Il periodo dello scanner Il periodo degli idioti Il periodo delle Estati Romane Il periodo del fumetto Il periodo della pizza Il periodo della quinta marcia Il periodo di Bologna Il periodo delle gallerie che aprono Il periodo del tu non entri Il periodo dei traditori Il periodo dei vip Il periodo delle gallerie che chiudono Il periodo dei leccaculo Il periodo stupido Il periodo della mafia Il periodo delle associazioni culturali Il periodo delle enoteche Il periodo dei periodici Il periodo di Riccione Il periodo delle vacche grasse Il periodo della colla Attack Il periodo delle bombe Il periodo di Frigidaire Il periodo dello Stadio Il periodo degli anni di piombo Il periodo di Wenders Il periodo dei festivals di Santarcangelo Il periodo dei campeggi Il periodo dell&#8217;abbordaggio Il periodo di Neil Sedaka Il periodo di Flaiano Il periodo dei cattivi maestri Il periodo dei librai Il periodo degli arrosticini Il periodo dell&#8217;orticello Il periodo della carta di credito Il periodo della luce tagliata Il periodo della cabina telefonica Il periodo cerco casa Il periodo delle scopate in macchina Il periodo dei pederasti Il periodo dei maglioni fatti a mano Il periodo Artaud Il periodo dei froci Il periodo di Hermann Hesse Il periodo delle spillette sulla giacca Il periodo delle sciarpe lunghe Il periodo degli omosessuali Il periodo della P38 Il periodo della P2 Il periodo della pipì fuori dal vaso Il periodo della cellulite Il periodo dei floppy disk Il periodo dei gay Il periodo di Sottsass Il periodo dell&#8217;usato Il periodo delle lesbiche Il periodo dei ceramisti Il periodo delle maniche che coprono le manine Il periodo dei supermercati Il periodo Canetti Il periodo dei viaggi in treno Il periodo di Porta Portese Il periodo dove c&#8217;era solo la masturbazione Il periodo della deregulation Il periodo di Primo Levi Il periodo di Sanremo Il periodo del divorzio Il periodo dell&#8217;ascolto Il periodo della vita bassa  Il periodo del minimalismo Il periodo di Piazza del Popolo Il periodo dell&#8217;autoriduzione Il periodo di Perry Mason Il periodo di Umberto Bindi Il periodo dell&#8217;università Il periodo dei film di Bergman Il periodo di Sandro Bolchi Il periodo dell&#8217;home page Il periodo del sacco a pelo Il periodo della stufetta Il periodo dell&#8217;ottimizzare Il periodo dell&#8217;&#8221;altro&#8221; Il periodo del politicamente corretto Il periodo di via Mascarella Il periodo del vedo gente Il periodo delle guerre giuste Il periodo dell&#8217;ECM Il periodo dei kamikaze Il periodo dell&#8217;usato Il periodo degli scrittori dell&#8217;Est Il periodo del web Il periodo del come sei in forma Il periodo del Loden Il periodo delle parrucche Il periodo sempre duro Il periodo dei video Il periodo delle ciglia finte Il periodo della carta carbone Il periodo degli shorts Il periodo dei puzzles Il periodo del design Il periodo di Gino Paoli Il periodo di Alfabeta Il periodo dell&#8217;&#8221;amicale&#8221; Il periodo dei suicidi Il periodo delle bevute Il periodo delle scarpe clark Il periodo del fare legna Il periodo del jazz Il periodo dell&#8217;alba Il periodo dei processi Il periodo dei ciellini Il periodo del gioco a scacchi Il periodo del ciclostile Il periodo del piercing Il periodo delle canne Il periodo dei ladri in casa Il periodo delle cene in piedi Il periodo degli sfratti Il periodo del nostro territorio Il periodo dei condoni Il periodo delle televisioni Il periodo dei cataloghi Il periodo la coca mai Il periodo della sodomia Il periodo dell&#8217;idrolitina Il periodo delle assembleee Il periodo dell&#8217;arredo urbano Il periodo dei docenti Il periodo delle multe Il periodo dei berlusconiani Il periodo dell&#8217;attimino Il periodo delle facce da culo Il periodo dei diari Il periodo dei debiti Il periodo del monitoraggio Il periodo delle palestre Il periodo dell&#8217;autocoscenza Il periodo degli zoccoli Il periodo della brochure Il periodo del mi consenta Il periodo del profilo Il periodo delle cravatte Kenzo Il periodo dell&#8217;art advisor Il periodo chicchissimo Il periodo Dio è morto Il periodo pensa positivo Il periodo fottiti Il periodo dei comici Il periodo vintage Il periodo di Veltroni  Il periodo dei giovani Il periodo della cineteca Il periodo debole Il periodo della Lega Il periodo del Viagra Il periodo delle badanti Il periodo che non ricordo Il periodo no global Il periodo delle rondini Il periodo del mio giardino Il periodo dei vecchi libri Il periodo che aspettiamo&#8230;</p>
<p>.</p>
<p>© <a href="http://www.antoniomarchetti.it">Antonio Marchetti</a></p>
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		<title>Ballando ballando</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 08:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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L&#8217;uomo che sembra tirare di boxe in realtà sta ballando. Balla sul palco della pubblica piazza. È un ministro della difesa dello Stato italiano ed esiste una genealogia. Vedendolo si pensa alla tragedia di un uomo ridicolo; ma la tragedia è solo nostra. È un fascista, i suoi nemici naturalmente sono i comunisti in questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-945" title="senza titoli" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/03/senza-titoli.jpg" alt="senza titoli" width="365" height="277" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">L&#8217;uomo che sembra tirare di boxe in realtà sta ballando. Balla sul palco della pubblica piazza. È un ministro della difesa dello Stato italiano ed esiste una genealogia. Vedendolo si pensa alla tragedia di un uomo ridicolo; ma la tragedia è solo nostra. È un fascista, i suoi nemici naturalmente sono i comunisti in questa Italia secessionista e virtuale. Certo non siamo nel 1914-15, tra i fumi fascinosi di D&#8217;Annunzio e Mussolini che esaltavano la guerra e la distruzione rigeneratrice. Qui le rovine conoscono la forma fredda, ove al posto dei morti ci sono i perdenti nella vita, mentre gli eserciti sono mafiosi e lacchè. Come rappresenterebbe un nuovo pennino alla George Grosz quell&#8217;uomo, quel ministro, che balla scompostamente sul palco?</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Trent&#8217;anni fa i fascisti non ballavano, a ballare erano i socialisti e qualcuno scriveva anche libri sulle discoteche. I socialisti all&#8217;epoca ballavano come i passeggeri del Titanic che affondava inesorabilmente. I fascisti ballano oggi, come al solito fuori tempo, appena appena ringiovaniti dall&#8217;acqua Fiuggi. Quella che una volta si chiamava maggioranza silenziosa oggi straparla in piazza ripetendo, utili idioti, le parole del Padrone. Il pubblico di quel ministro è composto da persone senza cervello che ha riscoperto la parola, anche se non sua. I poveretti ubbidiscono persino alla parola amore (sino ad ora a loro sconosciuta). Il partito dell&#8217;amore in verità nacque nel 1991 a sostegno di una pornostar (oggi ci sono solo escort), Ilona Staller, in arte Cicciolina, ex moglie dell&#8217;artista-star Jeff Koons.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Ieri il Partito dell&#8217;Amore era il partito delle pornodive. Oggi è il Partito dell&#8217;Imperatore Porno-Pop.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Il Laboratorio Italia è ancora aperto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giorgio Diritti. &#8220;L&#8217;uomo che verrà&#8221;. Ma il grande regista già c&#8217;è.</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 15:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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.
Sapevo di andare a vedere un grande film. Dopo quel capolavoro de &#8220;Il vento fa il suo giro&#8221; &#8211; un film ove mi parve precipitassero in forma contemporanea la teoria mimetica e persecutoria di René Girard &#8211; non potevo dubitare di Giorgio Diritti e di questo suo secondo film, &#8220;L&#8217;uomo che verrà&#8221;. Anche qui lingua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;"><img class="aligncenter size-full wp-image-829" title="antonio marchetti country" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/02/antonio-marchetti-country.jpg" alt="antonio marchetti country" width="500" height="213" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Sapevo di andare a vedere un grande film. Dopo quel capolavoro de &#8220;Il vento fa il suo giro&#8221; &#8211; un film ove mi parve precipitassero in forma contemporanea la teoria mimetica e persecutoria di René Girard &#8211; non potevo dubitare di Giorgio Diritti e di questo suo secondo film, &#8220;L&#8217;uomo che verrà&#8221;. Anche qui lingua intrusa, comunitaria; è la lingua di terra, la lingua materna, il dialetto. Le didascalie segnano la nostra distanza (dalla terra e dalla comunità ancorché dalla lingua). La storia la viviamo attraverso gli occhi di Martina, una bimba di 8 anni che non parla, parlano gli altri, gli adulti. Che l&#8217;infanzia abbia in sé risorse impensate e sottovalutate ce lo dimostra la vita attiva e la concretezza di Martina, con la sua capacità di andare oltre il dolore, attivando potenzialità salvifiche, per sè e per l&#8217;altro, che la spingono a farsi carico di una totale catastrofe e della  scomparsa di un mondo (del mondo). La vita di comunità di quel 1944 che ci viene raccontata rende quasi incommensurabile lo spazio che da essa ci divide mentre la narrazione di un evento indicibile (affidato a chi non può parlare) come la strage di Marzabotto riapre ferite mai emarginate chiamandone altre più vicine, presenti e future.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">L&#8217;umano appare volgendo le spalle ormai alle ideologie ed alle narrazioni di fondazione sottraendosi ai doppi: risentimento-redenzione, colpevole-innocente, carnefice-vittima, condanna-perdono. Nella rappresentazione del &#8220;qual&#8217;è&#8221;, l&#8217;evento appare ancor più feroce, proprio nel ritirarsi di una soggettività critica. Ma se guardiamo il film con gli occhi di Martina, se siamo cioè in grado di tornare alla nostra infanzia, una soggettività dunque perduta, la storia ci apparirà forse miniaturizzata e ingrandita al contempo ma piu &#8220;reale&#8221; e terribile.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Times New Roman;">Abbiamo un grande regista italiano; suonerà retorico ma che importa, ci piace dirlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Che cos&#8217;è un padre?</title>
		<link>http://www.variosondamestesso.com/2010/01/28/che-cose-un-padre/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 22:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[.


.
Che cos&#8217;è un padre?
È colui che viene dopo.
In che senso?
Nel senso che non può competere con la fase nutritiva e  protettiva della madre e di conseguenza il padre &#8220;dovrebbe&#8221; intervenire quando si ha un progressivo distacco del figlio da tale rapporto di dipendenza simbiotica.
Quando si ha il distacco dalla madre?
A volte mai, spesso ad età [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><img class="aligncenter size-full wp-image-776" title="antonio marchetti patrimonio" src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/01/antonio-marchetti-patrimonio.jpg" alt="antonio marchetti patrimonio" width="450" height="473" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>.</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Che cos&#8217;è un padre?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">È colui che viene dopo.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>In che senso?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Nel senso che non può competere con la fase nutritiva e  protettiva della madre e di conseguenza il padre &#8220;dovrebbe&#8221; intervenire quando si ha un progressivo distacco del figlio da tale rapporto di dipendenza simbiotica.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Quando si ha il distacco dalla madre?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">A volte mai, spesso ad età molto adulta. Nei casi di separazione dei genitori il rapporto con la madre si è materializzato in forme poco naturali e spontanee, direi distorte.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Perchè?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Perchè sulla donna campeggia l&#8217;aura sacrale della maternità che spesso viene giocata fuori tempo massimo. È un ruolo che a volte la donna assume andando contro se stessa e le proprie libertà, ne è come risucchiata. Oggi questa contraddizione raggiunge livelli massimi. Chiederei invece: cos&#8217;è una madre?</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Le ripeto allora  la domanda, cos&#8217;è un padre?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Un padre è anche colui che accudisce i figli, ma in forme diverse.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Diverse in che senso?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Nel senso temporale e funzionale. Il segno paterno spesso si rivela nei tempi lunghi mentre nella cura filiale vengono soddisfatti da parte paterna dei bisogni che non potranno mai competere con il femminile.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Quali bisogni ad esempio?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Quelli della &#8220;differenza&#8221; per esempio o dell&#8217;autonomia. Può sembrare un paradosso che un pensiero della &#8220;differenza&#8221; (un &#8220;agire&#8221; della differenza), il cui spazio teorico è stato per decenni occupato dal genere femminile, possa  oggi abitare la mente e il comportamento degli uomini, dei padri. Purtroppo tali caratteristiche di genere vengono come annebbiate nel rapporto di coppia, consumate dal sempreuguale o nella rincorsa affannosa di una &#8220;tenuta&#8221;. Dico purtroppo perchè, altro paradosso, è nella rottura del rapporto dei due che il terzo, il figlio, si staglia e avanza con forza.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>I</em><em>l rapporto filiale sembra chiarirsi, nelle reciproche identità, quando due genitori si separano? Cosa accade a questo punto?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Accade che le verità di ciò che siamo vengono smascherate davanti ai figli. Non conta la cultura o il grado di sofisticata civiltà che esprimiamo nella vita activa. Conta invece quanto siamo resistenti al retaggio regressivo e istintuale che irrompe nell&#8217;emergenza che la nostra intellettualità, in tempo di pace, distribuiva in eleganti propositi verbali.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Come agiscono allora le differenze nella formazione dei figli in questo caso?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Formazione, bella parola. L&#8217;ho sempre preferita alla parola educatore. Formatore era una parola che usava Pasolini. Parola che ricorda le mani e l&#8217;argilla. Parole che vestono la nostalgia ed il perduto. Ogni genitore, oggi, deve fare i conti con il perduto, con quel qualcosa che perdiamo ogni giorno ormai. Mi riferisco a genitori pensanti e maturi, evidentemente non ad una maggioranza.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Il femminile oggi oscilla tra appropriazione e rancore che a volte si trasformano in vendetta e manipolazione. Ripeto, è quello che eravamo prima del rapporto di coppia a riapparire; se qualcosa prima non era ben registrato e chiarito l&#8217;attrazione del caos aumenta.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Il figlio diventa in questo punto critico il piano geometrico ove proiettare le proprie identità. L&#8217;identità femminile agìta sulla &#8220;formazione&#8221; dei figli,  in questa fase storica italiana, è frantumata in tante porzioni di specchio che si allontanano dall&#8217;unità. Oggi una grave responsabilità spetta alle madri.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Quale?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Quella di saper scomparire. Di praticare il distacco, cosa che riesce più naturale all&#8217;uomo, è evidente. Il figlio viene fuori dal corpo, l&#8217;uomo ne è originariamente spettatore, distaccato. Ma se l&#8217;uomo in qualche modo ha recuperato il distacco accostandosi in forme affettive e &#8220;corporali&#8221; la donna sembra vivere una frantumazione identitaria che al momento della relazione con il figlio potrebbe andare a pescare in scenari pre-culturali e tribali che si vanno molto spesso  ad aggiungere al rancore verso il maschio poco dominante o deludente.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Questa sua analisi potrebbe risultare pericolosa addossando alla donna un carico pesante e quasi un destino. Una riedizione di Otto Weininger con il venticello del politicamente corretto.</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">È vero, c&#8217;è questo rischio. Non dimentichiamo che la &#8220;cura&#8221; per il femminile si estende spesso per più generazioni. La donna si fa carico, da figlia, dei genitori anziani. Gli uomini sono sfuggenti o aiutano nelle forme che gli sono proprie. Ma il femminile cura nel corpo del malato, del genitore anziano. La relazione con il corpo, luogo da cui si proviene e in cui precipitiamo nel dissolvimento, è una sensibilità esclusivamente femminile.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Perchè il corpo sembra essere competenza della donna, anche nelle forme di disfacimento?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Non vedo differenza tra l&#8217;esibizione erotica del corpo femminile, nella sua vendita mediatica, e l&#8217;accudire una madre malata senza più dignità di persona. Da un certo punto di vista la vita &#8220;corporea&#8221; della donna spinge verso comportamenti diversi dall&#8217;uomo, visto che questo universo è a lui estraneo. Ma quando l&#8217;uomo tenta di accorciare il distacco pare essere rigettato nel dominio antropologico del femminile materno.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Ripeto, viviamo un periodo di grave regressione culturale ove il femminile, che prima in qualche modo aiutava l&#8217;uomo a crescere, è precipitato in una preoccupante distonia. E l&#8217;uomo dovrà crescere da solo. Per i giovani uomini, poi, vuol dire crescere senza la madre.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;"><em>Può chiarire meglio questo ultimo passaggio?</em></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica;">Lei sentirà spesso donne e madri che si lamentano di compagni e figli che non collaborano o non aiutano nella vita domestica. Le donne che si lamentano dei loro uomini educano i loro figli maschi con modalità che riproducono le caratteristiche degli maschi futuri. Il maschio è così perchè sono anche le madri a volerlo. Se veramente nel femminile poteva risiedere un giorno il cambiamento mai come oggi ne siamo tanto lontani.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica; min-height: 22.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica; min-height: 22.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 18.0px Helvetica; min-height: 22.0px;">
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		<title>Il distacco ben temperato.</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 22:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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.
Certo è dura la scuola per i nostri (perchè mai &#8220;nostri&#8221;?) giovani.
Fanno fatica per quelle cose che per noi dell&#8217;altro ieri era quasi relax.
Pensieri della possibilità occupano i cervelli dei (vostri?) ragazzi.
La ricerca della possibilità rinuncia, o non la capisce, all&#8217;essere ora, nel presente, a dire in forme non omertose e non vili ciò che hanno da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="antonio-marchetti-trios.jpg" href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/01/antonio-marchetti-trios.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/01/antonio-marchetti-trios.jpg" alt="antonio-marchetti-trios.jpg" /></a></p>
<p><a title="antonio-marchetti-trios.jpg" href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2010/01/antonio-marchetti-trios.jpg"></a>.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">Certo è dura la scuola per i nostri (perchè mai &#8220;nostri&#8221;?) giovani.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">Fanno fatica per quelle cose che per noi dell&#8217;altro ieri era quasi relax.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">Pensieri della possibilità occupano i cervelli dei (vostri?) ragazzi.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">La ricerca della possibilità rinuncia, o non la capisce, all&#8217;essere <em>ora</em>, nel presente, a dire in forme non omertose e non vili ciò che hanno da dirci, a noi, a me, a quelli di ieri l&#8217;altro.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">La loro ricerca delle &#8220;possibilità&#8221; segue i sentieri dell&#8217;illimitato contemporaneo ove possibile e impossibile convivono, rendendo vana la ricerca stessa.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">Questo &#8220;non sapere&#8221;, purtroppo e molto spesso, viene come &#8220;tradotto&#8221; ( e dunque tradito) dagli adulti (siamo sempre noi di appena un momento fa storico). Già, i padri e le madri. Vogliono prendere in mano il volante di quella splendida fuoriserie chiamata &#8220;possibilità&#8221;, per i figli, ma sostituendosi ai disegni di quel regno animale necessario e cruento che li chiama.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">Poi, se i figli non si allontaneranno e non seguiranno più le leggi naturali del distacco, saranno i loro padri e le loro madri a punirli, rovesciando loro l&#8217;orrore di una vecchiaia (in un universo sociale ove la morte è differita ad oltranza), spandendo l&#8217;olezzo chimico della morte che circola nella casa, quella ove si torna sempre.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">Le possibilità dunque possono restringersi e rattrappirsi, ancora, nell&#8217;unica e ultima casa che si chiama famiglia.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">Il femminile in questo caso offre coinvolgimenti vertiginosi, confliggendo continuamente con le sponde del possibile e del non possibile.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Georgia;">I giovani contemporanei dovranno prima o poi costruire un contratto nei rapporti tra generazioni&#8230;  se vogliono scegliere la via del distacco.</p>
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		<title>Antonio Marchetti a Cansano (AQ)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 12:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Il paradigma dell&#8217;emigrazione ispira questa installazione di Antonio Marchetti espressamente realizzata per Cansano. Un paradigma del moderno e della contemporaneità raccolto in una pittura tridimensionale fatta di abiti, stracci e oggetti &#8220;narrativi&#8221; sulla quale si sovrappone una videoproiezione archeologica- antropologica; mentre il sonoro comprime lo spazio pressurizzandolo, in ossessivo e ripetitivo leit-motiv acustico che martella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px">Il paradigma dell&#8217;emigrazione ispira questa installazione di Antonio Marchetti espressamente realizzata per Cansano. Un paradigma del moderno e della contemporaneità raccolto in una pittura tridimensionale fatta di abiti, stracci e oggetti &#8220;narrativi&#8221; sulla quale si sovrappone una videoproiezione archeologica- antropologica; mentre il sonoro comprime lo spazio pressurizzandolo, in ossessivo e ripetitivo leit-motiv acustico che martella la mente e le memorie. Non si pensa solo alle emigrazioni di almeno due terzi del secolo XIX, gli italiani del ceto medio alfabetizzato, degli esuli, dei patrioti e  degli aristocratici che in America o in Inghilterra fondarono riviste e imprese. Qui ci si riferisce soprattutto ai quattro milioni di emigranti tra la fine dell&#8217;Ottocento e i primi decenni del Novecento, spesso analfabeti, sino a quelli intervistati da Mario Soldati nelle banchine dei porti negli anni Cinquanta a cui chiedeva: cosa vi siete portati da leggere?</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px">La storia si svolge per specularità rovesciate. Noi da diversi anni conosciamo l&#8217;immigrazione, siamo l&#8217;America per centinaia di migliaia di persone. Lampedusa, o le rive fatali, i centri di prima accoglienza sono la Ellis Island nostrana. I nostri comportamenti sono il riflesso nello specchio scuro di una memoria che rimesta nel corpo della nostra identità. Senza esprimere giudizi o valutazioni &#8220;morali&#8221;, più semplicemente, l&#8217;intenzione  di Antonio Marchetti è quella dell&#8217;arte: invitarvi nelle proprie stanze offrendovi una narrazione contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px">In fondo anch&#8217;io – scriveva Ennio Flaiano di se stesso – sono un emigrante, un emigrante intellettuale.</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; min-height: 16px; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px"><em>variosondamestesso  ® riproduzione riservata</em></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px"><span style="font-size: 12px" class="Apple-style-span"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/cansano05.jpg" title="cansano05.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/cansano05.jpg" alt="cansano05.jpg" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 18px; line-height: 23px"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/foto-cansano07.jpg" title="foto-cansano07.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/foto-cansano07.jpg" alt="foto-cansano07.jpg" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 14px/normal 'Times New Roman'; margin: 0px"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 18px; line-height: 23px" class="Apple-style-span"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/cansano11.jpg" title="cansano11.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/cansano11.jpg" alt="cansano11.jpg" /></a></span></p>
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		<title>Io ho ferito il cavaliere.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 20:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono stato io a colpirlo in faccia. Non sono cose che si programmano, avverti che sei uscito da te stesso, che hai abbandonato te stesso che consideri spazzatura, puro rifiuto inutile. Ho colpito lui ma in realtà ho colpito mio padre, mio fratello, e anche mia madre, tutte persone che mi hanno ridotto la merda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; line-height: 23px"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/antonio-marchetti-blog.jpg" title="antonio-marchetti-blog.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/12/antonio-marchetti-blog.jpg" alt="antonio-marchetti-blog.jpg" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Sono stato io a colpirlo in faccia. Non sono cose che si programmano, avverti che sei uscito da te stesso, che hai abbandonato te stesso che consideri spazzatura, puro rifiuto inutile. Ho colpito lui ma in realtà ho colpito mio padre, mio fratello, e anche mia madre, tutte persone che mi hanno ridotto la merda che sono. Di ritorno dall&#8217;igiene mentale e dalle solite chiacchiere o di ritorno dal lavoro a settecento euro verso quel tugurio di stanza giù al Naviglio Pavese dopo le ex Cartiere Binda, dove lavorava quel bastardo fascista di mio padre, ho cambiato piano per andare a sentire il cavaliere. Il capo tuonava nella piazza, con il dito sempre puntato (come faceva sempre quella bestia di mio padre) e si è avvicinato muovendo una massa di gente ed energia come Padre Pio e così, tranquillo, gli  ho sbattuto in faccia quella stronzata che mi ritrovano in mano per fargli veramente male. La sua faccia col sangue che ho intravisto quando lui è stato insaccato in macchina era quella che volevo vedesse tutto il mondo. Solo dopo il gesto ho capito che lo sbotto di sangue che gli avevo procurato significava qualcosa di grande, come dicono a Dubai: un gioiello e una icona, due delle tre parole magiche. Ho pensato, mentre mi saltavano addosso, che quell&#8217;immagine sarebbe stata uno stimolo ad alcune budella immortali dell&#8217;Italia che si piega ad un dito puntato. Quel sangue, il sangue di quell&#8217;animale-uomo, finalmente uomo e non più cavaliere, avrebbe acciuffato l&#8217;immaginario storico degli italiani. &#8220;Immaginario&#8221;, la terza parola magica del mondo virtuale di Dubai-Truman Show. Spero mi metteranno in un luogo tranquillo, appena un po&#8217; meglio del tugurio dove vivo.</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Al centro dicono che sono intelligente e colto, e che potrei fare tante cose se solo lo volessi.</p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">L&#8217;ho fatto.</p>
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		<title>Nostra Signora dei Turchi.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 16:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[.
  
&#160;
I denti con intercapedini e plinti acciaiosi si trasformeranno in utili ancoraggi per una faccia che tende al retrattile ed alla catastrofe.
Il pene d&#8217;acciaio, incuneato nel mutabile e capriccioso cavernicolo verticale, infiammerà muscolatura  tessuti e derma che imploderanno, raccogliendosi a brandelli scomparenti e liofilizzati su un cilindro priapico-metallico smussato.
L&#8217;uso nei decenni di rialzature di calzari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px"> <span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 18px; line-height: 23px" class="Apple-style-span"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/09/antoio-marchetti-tomba-di-garibaldi.jpg" title="antoio-marchetti-tomba-di-garibaldi.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/09/antoio-marchetti-tomba-di-garibaldi.jpg" alt="antoio-marchetti-tomba-di-garibaldi.jpg" /><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 14px; line-height: normal" class="Apple-style-span"> </span></a></span></p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">I denti con intercapedini e plinti acciaiosi si trasformeranno in utili ancoraggi per una faccia che tende al retrattile ed alla catastrofe.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Il pene d&#8217;acciaio, incuneato nel mutabile e capriccioso cavernicolo verticale, infiammerà muscolatura  tessuti e derma che imploderanno, raccogliendosi a brandelli scomparenti e liofilizzati su un cilindro priapico-metallico smussato.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">L&#8217;uso nei decenni di rialzature di calzari fatte realizzare in centri di ricerca specializzati ma parcellizzati &#8211;  per sopperire ad una autopsicomenomazione &#8211; comprometterà la spina dorsale che tenderà ad una compensazione curva, una cifosi devastante che va a pescare subdolamente nell&#8217;anamnesi ancestrale del paziente la cui retrostoria presenterà aporie e tempi vuoti; cifosi probabilmente acutizzata anche dall&#8217;attuale progressiva lesione autoprodotta delle vie cerebrellari.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Il rachitismo negli arti inferiori, già visibile in età adulta, troverà aggiuntiva tragica evoluzione in gambette non più in grado di sostenere un peso corporeo, fuori baricentro, che aumenta di settimana in settimana.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">L&#8217;immagine di insieme è di un vecchio deforme, una deformità accompagnata da un dispositivo tecnologico di sostituzione che renderà la deformità particolarmente mostruosa nel suo perverso confine con l&#8217;uomo macchina, l&#8217;uomo robot, l&#8217;uomo bionico.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Allora, forse, quando il mostro apparirà esibendo la sua morte anche tecnologica (almeno così accade per ora), gli inattuali di ieri saranno i contemporanei di domani.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Italiana</title>
		<link>http://www.variosondamestesso.com/2009/07/28/italiana/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 21:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
&#160;
Pare che le cose vadano avanti in qualche modo.
Dove si vada non saprei dire con razionalità.
In questo incessante procedere italiano non vorrei proiettare una condizione soggettiva, una percezione soggettiva, su una realtà che magari va alla grande. Coloro che definiscono il nostro precipitare non conoscono la perenne catastrofe, l&#8217;ansia continua, l&#8217;incessante fallimento che sempre ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px"> <span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, fantasy; line-height: 23px" class="Apple-style-span"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/07/antonio-marchetti-pianista.jpg" title="antonio-marchetti-pianista.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/07/antonio-marchetti-pianista.jpg" alt="antonio-marchetti-pianista.jpg" /></a></span></p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">&nbsp;</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Pare che le cose vadano avanti in qualche modo.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Dove si vada non saprei dire con razionalità.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">In questo incessante procedere italiano non vorrei proiettare una condizione soggettiva, una percezione soggettiva, su una realtà che magari va alla grande. Coloro che definiscono il nostro precipitare non conoscono la perenne catastrofe, l&#8217;ansia continua, l&#8217;incessante fallimento che sempre ci accompagna nel nostro procedere. Poco conoscono la nostra sconnessa e quasi impossibile narrazione storica.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Siamo minori; ci piacciono i dettagli o cose che nessuno osserva ( ma prima di noi le osservavano?).</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Dio non è nei dettagli. Nei dettagli sta l&#8217;uomo.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Qualche uomo. Che si fa carico dei non ancora uomini.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Allora, dove andiamo? Dove andremo lo possiamo leggere dal come stiamo.</p>
<p style="font: normal normal normal 18px/normal Helvetica; margin: 0px">Ma come stiamo non lo dice quasi nessuno.</p>
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		<title>Noemi e l&#8217;imperatore.</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 13:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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Ammettiamolo. Se i tratti arcaici fondativi dell&#8217;italiano televisivo si coagulano nell&#8217;imperatore pop bisogna accettare la latrina. La signorina Noemi Letizia (cognome ambiguo) si lascia suggerire le risposte e si consulta con i suoi ingegneri e avvocati. La sua identità si costruisce su questa scelta. E le altre? Sono numerose. Di loro sappiamo solo quando le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/05/antonio-marchettipersone.jpg" title="antonio-marchettipersone.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/05/antonio-marchettipersone.jpg" alt="antonio-marchettipersone.jpg" /></a></p>
<p>.</p>
<p>Ammettiamolo. Se i tratti arcaici fondativi dell&#8217;italiano televisivo si coagulano nell&#8217;imperatore pop bisogna accettare la latrina. La signorina Noemi Letizia (cognome ambiguo) si lascia suggerire le risposte e si consulta con i suoi ingegneri e avvocati. La sua identità si costruisce su questa scelta. E le altre? Sono numerose. Di loro sappiamo solo quando le incontriamo nella quotidianità della nostra vita activa. È la parte che conta poco e a cui si chiede di accomodarsi nella villa imperiale. Noemi parlerà nella neo lingua post Eduardo, De Berardinis, Totò e Carmelo Bene. Per lei, per la Noemi dell&#8217;imperatore, bisogna lavorare sul nuovo teatro partenopeo. Su questa nuova lingua dei Letizia  il teatro napoletano può raggiungerci. C&#8217;è già? Mi pare da quelle parti ci sia una collezione di trofei piuttosto che spirito di ricerca.Siamo a Weimar? Ma allora il tedesco aveva, volendolo, il meglio della cultura. Qui viviamo una Weimar secessionista, semianalfabeta e drogata. Signorina Noemi, viva sino in fondo la sua identità e si immoli come nei film italiani di Maciste (mondo dal quale per strani effetti temporali lei proviene, insieme al suo papi-imperatore).</p>
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		<title>6 aprile 2009. Abruzzo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 17:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[ Ci ritorneremo, sempre. Sempre e comunque.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/04/img_0298.jpg" title="img_0298.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/04/img_0298.jpg" alt="img_0298.jpg" /></a> Ci ritorneremo, sempre. Sempre e comunque.</p>
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		<title>Il progetto della mia mostra abortita in Abruzzo e non so perché</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 16:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antinoo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuda vita]]></category>

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		<description><![CDATA[.
Nell&#8217;estate del 2007, a Montepagano, in occasione di una edizione di &#8220;Trasalimenti&#8221;, avevo esposto in buona compagnia di artisti una serie di operine di piccolo e medio formato raccolte sotto il titolo &#8220;City&#8221;. 
I lavoretti erano sistemati nelle soffitte del palazzo Mezzopreti di quella bella e antica città abruzzese che getta dall&#8217;alto il suo  sguardo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/04/antonio-marchetti-sistema-nervoso.jpg" title="antonio-marchetti-sistema-nervoso.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/04/antonio-marchetti-sistema-nervoso.jpg" alt="antonio-marchetti-sistema-nervoso.jpg" /></a>.
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Nell&#8217;estate del 2007, a Montepagano, in occasione di una edizione di &#8220;Trasalimenti&#8221;, avevo esposto in buona compagnia di artisti una serie di operine di piccolo e medio formato raccolte sotto il titolo &#8220;City&#8221;. </p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">I lavoretti erano sistemati nelle soffitte del palazzo Mezzopreti di quella bella e antica città abruzzese che getta dall&#8217;alto il suo  sguardo alla vicina marina adriatica, mentre nel piano nobile del palazzo si dispiegavano le opere di Fabio Mauri. L&#8217;idea di stare sopra la testa di Mauri non mi dispiaceva. Essere artista &#8220;minore&#8221; ma sistemato sopra la testa di qualcuno che pur ammiriamo e rispettiamo mi pareva una buona posizione.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">In quelle colorate rappresentazioni urbane, una pittura in forma di &#8220;maquette&#8221; come se si volesse dipingere la pluridimensionalità di un mondo con l&#8217;onnipotenza tipica dell&#8217;infanzia, circolavano però lavori che riguardavano la solitudine di un morente nella corsia di un ospedale, le rovine o l&#8217;angoscia notturna di una periferia; al gioco cromatico di una città felice serpeggiavano imminenti catastrofi, collettive o individuali, domestiche.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Lo stile, evidentemente, voleva occultare queste differenze rendendo il tutto &#8220;felicemente&#8221; fruibile. Lo stile con cui si dicono le cose è molto importante, per un artista la &#8220;forma&#8221; poi è l&#8217;essenziale. Un artista non può che formalizzare, sempre; iI contenuto è sempre nella forma.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">In questa mia prova per &#8220;Trasalimenti 2009&#8243;, più impegnativa dopo le aeree soffitte di Montepagano, ho aggiunto, a completamento di una idea più generale, la campagna, il &#8220;paese&#8221; o, se volete, lo &#8220;strapaese&#8221; in qualche memoria storica e pittorica che molti potranno rintracciare; &#8220;Country&#8221;, appunto. C&#8217;è molta italianità in questo, di conseguenza molta cultura europea.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">In un certo senso &#8221; Country &amp; City&#8221; conclude idealmente la narrazione cominciata a Montepagano in quell&#8217;estate di due anni fa. La scelta di un titolo in lingua inglese, una lingua &#8220;globale&#8221;, vorrebbe mettere in gioco il paradosso tra una velocità virtuale e la lentezza dei luoghi, o almeno una loro intrinseca  &#8220;resistenza&#8221;, esibendo un&#8217; origine. Essere contemporanei significa sempre tornare a pescare in qualcosa di arcaico; con il rischio di essere inattuali.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Ma in verità, come ben sappiamo, pur definendo un percorso nell&#8217;illusione di averlo &#8220;compreso&#8221; e organizzato, lasciamo dei resti, delle inconclusioni, dei sentieri interrotti, dei progetti che meritavano forse un miglior destino, una lateralità pur importante del nostro viaggio ma che ha avuto poca fortuna, o  forse non è stato compreso. Noi stessi non siamo stati in grado di far comprendere. </p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Sono quei lavori che contengono la progettualità di una crisi, sono le fratture tra le stagioni (esistenziali oltre che artistiche), le rotture tra le vertebre di un asse che pensavamo ci tenesse in piedi. </p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Un progetto di crisi si delinea quando raccogliamo senza un sistema preordinato, in una specie di sospensione che oscilla tra noia ed inerzia ma ove si annuncia un lontano nuovo mattino. È un tempo vuoto. Eppure si è &#8220;costruito&#8221; qualcosa.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Le diciannove scatole reintitolate &#8220;facies&#8221; (non chiedetemi che fine abbia fatto la ventesima) nascono da questo stato di vuoto di un annoiato collezionista di cose inutili, recuperate dal fondo del&#8217;inessenziale e della marginalità, anche dalla spazzatura. Il progetto si è delineato spontaneamente in tracciati di volti, archetipi di volti, maschere, dominati dal demone della simmetria e dello specchio, che hanno aiutato l&#8217;idea compositiva, il farsi di una &#8220;regola&#8221;, per così dire. </p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">La serie &#8220;scultorea&#8221; Angelus Novus non è che la derivazione tridimensionale di queste scatole nate da un naufragio, per quanto colorato, mentre è evidente, per molti accorti osservatori, l&#8217;omaggio a Paul Klee e a Walter Benjamin.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Poi c&#8217;è un vecchio lavoro su parete dal titolo &#8220;Sistema nervoso&#8221; che per questa mia mostra desidero riproporre. Questa &#8220;istallazione&#8221; flessibile (che varia a seconda dello spazio e delle sue dimensioni) la definirei  &#8220;pittura&#8221;. Si tratta di logori stracci neri tenuti in &#8220;tensione nervosa&#8221; da pugni chiusi, calchi della mia mano e di quella di mio figlio (una involontaria metafora edipica?). La sovrapposizione di stracci, con le lacerazioni pendenti e le sfilacciature, vogliono essere nient&#8217;altro che scolature di colore e una modalità della  pittura.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">La sproporzione tra lo sperpero di energia ed i risultati, quando proposi per la prima volta questo lavoro più di un decennio fa in un luogo molto particolare, mi spinge ora a mostrarlo ad un pubblico, spero, più vasto, e più libero da condizionamenti claustrofobici di &#8220;sistema&#8221;, che spesso tarpano l&#8217;autenticità del  gesto artistico.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px">Infine propongo un lavoro sospeso dalla terra, aereo, che abita metri cubi piuttosto che metri quadri lineari, il cui supporto è l&#8217;aria, il vuoto. Questi misuratori di aria e di correnti, ma d&#8217;interno, si fondano sullo stesso linguaggio e sugli stessi principi delle scatole &#8220;facies&#8221; e degli &#8220;angelus novus&#8221;, solo che vogliono sollevare lo sguardo dello spettatore verso un asse ottico verticale, verso l&#8217;alto, dove in genere non guardiamo mai, radicati come siamo alla linea terrestre ed alle superficii verticali ad essa perpendicolari.</p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px"> </p>
<p style="font: normal normal normal 14px/normal Helvetica; margin: 0px"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia; font-size: 18px; line-height: 23px"><a href="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/04/antonio-marchetti-vario-son-da-me-stesso.jpg" title="antonio-marchetti-vario-son-da-me-stesso.jpg"><img src="http://www.variosondamestesso.com/wp-content/uploads/2009/04/antonio-marchetti-vario-son-da-me-stesso.jpg" alt="antonio-marchetti-vario-son-da-me-stesso.jpg" /></a></span> </p>
<p> </p>
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