Archive for the ‘Rimini’ Category

Fellinia 1

Lunedì, Gennaio 8th, 2007

Quella piccola Porta di pietra che chiude, o apre secondo le autentiche vocazioni di una Porta, Via Garibaldi, rappresenta la vera sinéddoche della città di Rimini, è la parte che sta al tutto. Amputata delle sue articolazioni anatomiche-urbane, pelata e ripulita da sembrare soffice e mangereccia come un dolce di Natale o più semplicemente “cinematografica”, pronta per essere smontata sasso per sasso con la forza agile di uno Steve Reeves in un Maciste o Ercole anni Sessanta trasformandoli in proiettili contro i cattivi, questa Porta si rivela come un’autentico ready-made; è quel famoso gesto provocatorio del maestro dadaista Marcel Duchamp, ormai lo sanno persino gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, che consisteva nell’esporre nello spazio sacrale riservato all’arte oggetti d’uso quotidiano, utensili e varie banalità. Vista sotto quest’ottica l’operazione in sé non sarebbe molto malvagia ma purtroppo questo montaggio Lego restituito alla città esibisce il fatidico vessillo del “com’era dov’era”, insieme a tutta la filosofia che contiene: simultaneità di spazio e di tempo annullando la durata che modifica inevitabilmente tempi e luoghi. Se fosse un oggetto spaesato, racchiuso in una scatola di cristallo, sapientemente illuminato nella notte accentuandone l’aspetto fantasmatico, se avesse le caratteristiche distratte dell’objet trouvè, del reperto, del frammento che sta ad un’unità perduta, se l’operazione fosse stata quella di radicalizzare il teatro, la scena, di accentuare scenograficamente l’impossibilità di ricomporre l’infranto, di spingere la finzione sin dentro il suo linguaggio con sobrietà estetica quasi minimalista avremmo potuto dire: ecco una scelta coraggiosa. E invece al finto c’è chi ci crede veramente, o ipocritamente, e purtroppo questo sarà, è scritto, il destino di Rimini: l’Italia in miniatura e i set felliniani quali riferimenti di fondazione. Poi l’orrore urbanistico dell’altrove che circonda il nucleo storico sarà psicanaliticamente risarcito dal ritornello del com’era dov’era, sponsorizzato magari da qualche illuminato e “acculturato” immobiliarista.
Nel romanzo di Sebastiano Vassalli 3012, scritto nella metà degli anni Novanta, viene descritta una città, la favolosa Fellinia, la più grande illusione dell’Evo antico. Rimini è tutta lì, e la si sta costruendo proprio così. Anzi è già così.
Mi sono spedito una cartolina un mese fa da Milano e dopo l’indirizzo ho scritto 47900 Fellinia. Provate anche voi.

Lettera al Sindaco

Lunedì, Gennaio 8th, 2007

Gentile Sindaco,
chi le scrive è, non dall’ultima ora, ulivista convinto, di sinistra da sempre e, come me tanti altri, questa volta non ho votato pur avendolo fatto, sostenendola, nelle sue precedenti prove elettorali.
Tuttavia mi fa piacere che sia lei al governo della città.
Mi fa piacere per gli altri, per me rimane quasi l’ipotesi di dimettermi da cittadino non essendomi appassionato in quasi nulla e verificando la mia irrilevanza di residente.
Non sono albergatore, nè ristoratore, non posseggo pubs o locali e non sono commerciante, non sono operatore turistico, non affitto camere a studenti poichè non ne posseggo, non sfrutto gli extracomunitari, non appartengo al numero mostruoso di avvocati, non sono responsabile di inquinamento acustico e ambientale, non sono “inciucista”, non sono falso moralista, non sono cattolico, non sono carrierista politico, non sono preside di una scuola, non sono artista di rotonde; sono un semplice abitante residente di Fellinia.
Quindi quasi un nulla.
Perchè e per cosa avrei dovuto votare?
Lei è persona troppo accorta per non riflettere sul quasi un terzo di astensioni, al di là di teorie balneari (qui il mare c’è già!).
Il rischio di Fellinia è quello di diventare una città di non residenti.
Una città effimera.
Forse è la sua vocazione.
(facciamo votare i turisti all’estero)

i miei migliori auguri di buon lavoro
suo
dimissionario

A. M.

Risposta:

Gentile Sig. M.,

la Sua lettera merita attenzione e un’adeguata risposta, anche come espressione di una volontà di dialogo. Esiste già a Rimini uno scambio tra Amministrazione Comunale e cittadinanza: dovrà essere mantenuto, intensificato e migliorato anche in futuro.
Le Sue riflessioni sollecitano considerazioni non ordinarie sull’agire politico. La città (e dunque anche Rimini) è composta di realtà molteplici e differenziate: problemi aperti, nuove e vecchie istanze o emergenze, trasformazioni continue, interessi variegati. Compito dell’Amministrazione Comunale è di ascoltare e analizzare tutte queste realtà, tentando di definire una prospettiva d’azione la più condivisa possibile, per il bene complessivo della collettività.
Già il vecchio Platone, mutando in parte il proprio pensiero, paragonò la politica all’arte della tessitura, alla capacità cioè di intrecciare positivamente più fili. In tale ottica, l’opera della Pubblica Amministrazione non è affatto facile e ha bisogno del contributo dei cittadini, per giungere ad una efficace e positiva sintesi politica.
Il cittadino infatti è figura determinante, soprattutto nella misura in cui è capace di porsi in un’ottica generale, oltre i particolarismi. Il Suo dichiararsi cittadino è pertanto un principio, una condizione apprezzabile e da esaltare. Un valore di fondo che traspare nitidamente dalla Sua lettera.
La maggioranza di centrosinistra che ha vinto le recenti elezioni a Rimini ha nel proprio programma di governo 2006-2011, come uno dei pilastri principali proprio la partecipazione, da attivare e praticare in molteplici e complementari forme: più istituzionali (Quartieri, Forum, Consulte) e più
informali (incontri pubblici a tema, ascolto Associazioni e cittadini, Sportelli Assessorati).
L’auspicio è che all’interno di tali occasioni vi possano essere la Sua presenza e il Suo contributo, valori importanti per la comunità riminese nella sua interezza.
Per parte nostra continueremo comunque ad essere disponibili ad un dialogo anche critico, in uno spirito comunque costruttivo. Per Rimini, non Fellinia né Fellonia.

Alberto Ravaioli