Madri italiane

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marchetti aereoplanino.

In un reportage di “Annozero” del 22 aprile viene rappresentata una specie di assemblea di genitori della città di Adro, in provincia di Brescia, relativa alla mensa scolastica e in cui venivano segnalate alcune famiglie che non pagavano le “rette” e che hanno visto i bambini esclusi dalla mensa. Un imprenditore si è offerto di pagare per i morosi e ciò ha creato una polemica ormai nazionale. Tralasciamo i cavilli istituzionali in cui la Lega oggi (”rivoluzionaria” ieri, ma si fa per dire) maschera la sua brutalità , e allontaniamoci anche dalla rappresentazione-montaggio del reportage che, ammettiamolo, aveva già pre-confezionato il messaggio, attitudine che Michele Santoro pratica abilmente da anni, da ottimo semiologo, che tuttavia non dispiace nel deserto dei Tartari. In quella “assemblea”, e nei servizi esterni, in lotta erano donne, erano madri. Brandivano con determinazione bandiere ideologiche in nome dei figli. Offrivano generosamente modelli educativi per gli adulti di domani in una assunzione, quasi mistica, di verità intoccabili. Facciamola finita allora una volta per tutte con la favoletta della solidarietà tra donne e del “sentire comune” del femminile, e soprattutto con l’annuncio del nuovo. Le madri italiane sono conservatrici, com’è nella tradizione.

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