Archive for novembre, 2008

Il burattinaio di Palazzo Chigi

lunedì, novembre 17th, 2008

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La scultura pop ha apprezzato l'”abbronzatura” del nuovo Presidente degli USA mentre uno delle sue marionette ha dichiarato che dopo questa elezione americana Al Qaeda sarà contenta. Queste, a caldo, le considerazioni dell’Italia sulla vittoria dei Democratici americani. Il burattino che si crede più autorevole propone di schedare i “barboni”, i “clochard” senza fissa dimora (ma se lo sono non hanno dimora!). Sugli scioperi e sulle manifestazioni sono state usate le micidiali armate mediatiche in possesso del burattinaio per ridimensionarne la forza civile mortificando tanti cittadini considerati sovversivi (cioè non ubbidienti al gioco di fili del maestro marionettista). Al centro del mirino c’è la CGIL, il sindacato italiano più rappresentativo e forte, contro il quale si devono ancora consumare le anacronistiche vendette dei post- fascisti ai quali l’acqua Fiuggi non è mai piaciuta. Questo sindacato viene lavorato frontalmente e ai fianchi, logorando l’unità con altre sigle. La sinistra, un concetto ormai liquido ma che il marionettista solidifica per le sue performance da teatrino, è la causa di tutti i mali, terreni ed extraterreni. Luoghi di proclami cambiati: non più San Patrignano ma i Circoli del Buon Governo, il cui nome dimostra il declino della nostra lingua oltre che della comune decenza. Da questa postazione vengono lanciati siluri mediatici, come quelli contro i “lavativi”, i “fannulloni”, cioè quelli di sinistra. Di conseguenza, chi di sinistra forse non lo era più ed è impegnato a vivere una propria vita degna di essere vissuta riconsidera la sua posizione: “sì, sono di sinistra”, sono Pinocchio libero dai fili che mi costringono ad ubbidire e a divertire un pubblico scemo e voglio emanciparmi, essere uomo. Sì sono iscritto a quel sindacato, siamo milioni, sono sempre stato critico verso di esso, ma ora sento un’appartenenza. Ora veniamo al punto. C’è una relazione tra gli squadristi che assaltano la sede del Tg3, picchiano gli adolescenti che manifestano, assaltano la sede della CGIL, e l’incitamento istituzionale al linciaggio (rileggere Renè Girard)? C’è una relazione tra i balordi riminesi (probabilmente spacciatori infastiditi da presenze ingombranti) che mettono fuoco ad un “barbone” e le restrizioni legislative contro di lui? Tra i poliziotti che manganellano gli studenti (ma rimangono inerti a guardare gli ultras che devastano treni ed impediscono ad altri cittadini di vivere normalmente) c’è insomma una relazione con i proclami a raffica del Governo? Sì, c’è, non solo c’è una relazione ma vien da pensare che ci sia una orchestrazione, non solo un disegno ma una vera pittura. Questa Italia si commuove per Ileana Englaro, la Chiesa detta le regole allo Stato, la vita umana viene considerata sacra (astrattamente) mentre concretamente si vuol togliere l’assistenza sanitaria agli extra-comunitari e perseguire chi non ha una dimora fissa (in un mondo ove certezza e sicurezza di una esistenza, di per sè, sono precari). Sulla cultura torneremo in altra occasione e vedremo come la neo- fascitizzazione, nel recupero di una tradizione e nell’applicazione di un risentimento, stia disegnando le nuove mappe di un patetico posto al sole.
I giudizi sull’Italia li leggiamo non dalle prese di posizione dei nostri intellettuali e artisti ma dagli stranieri.

Italiani in trappola

lunedì, novembre 3rd, 2008

Dal simbolo dell’aquila, presente nelle antiche incisioni quale simbolo della giustizia che dalla sua postazione aerea tutto controlla, siamo passati in passo breve all’occhio elettronico (e quello satellitare) che controlla i nostri movimenti quotidiani. Le telecamere che ci scrutano hanno poco a che vedere con la giustizia o con la nostra sicurezza; piuttosto esse rispondono ad una fretta sanzionatoria che pre-esiste a qualunque possibilità interlocutoria. Attraverso una tempesta mediatica sul tema della sicurezza dei cittadini lo stato limita la libertà, sia quella pubblica che privata. Gli italiani si sono intrappolati da soli.

D’altro canto, la maggioranza dei nostri concittadini proiettano all’esterno una insicurezza propria, accompagnata da una progressiva assenza di identità. Una identità che oggi non è nè nazionale nè europea. Ad una società di nonpensanti è preclusa la possibilità di mettere in relazione i fatti e le cose. L’autocensura impedisce di notare le balle spaziali del burattinaio di Palazzo Chigi che si alternano da un giorno all’altro in contraddizione con se stesse, rendendo confusa e indecifrabile la balla vera. La verità, quella, gli italiani da tempo non riescono più a percepirla. Una vocazione all’autoannientamento felice serpeggia nell’italia postfascista.