Archive for settembre, 2010

Scrivere al mattino su Facebook

giovedì, settembre 23rd, 2010

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marchetti guardare con galileo.

Aprire un libro con un “torno subito”

Chiudere un libro e perdere la chiave.

I libri sostengono le pareti della casa.

Costeggio in bici l’Università. L’accumulo di sporcizia nella strada mi segnala che ieri abbiamo sfornato nuovi Dottori. La pasticceria all’angolo espone in vetrina certificati di laurea di cioccolata mentre sulle torte gli sposini sono sostituiti da “Dottore” e “Dottoressa”.

Ospedale di Rimini. Radiologia. La sala d’attesa per la mammografia ha le pareti tutte dipinte con smalto rosa, forse a ricordare che l’eventuale tumore sarebbe una lunga Notte Rosa per le donne.

Alfabeta 2.
Mi diceva con micidiale sarcasmo Gianni Scalia che la rivista Alfabeta nacque dall’incontro di un intellettuale ed un analfabeta. Dovrei pensare che la sua rinascita sia dovuta dall’incontro tra un intellettuale e due analfabeti. Il contrario?

“Ma il sale di una civiltà sono i vagabondi. Quando essi godono il rispetto che si deve al più debole è segno che il rispetto per le altre libertà funziona”.
Ennio Flaiano, Diario degli errori.

I poliziotti manifestano e scioperano. Facessero lo sciopero del manganello.

Sapevamo che gli anni Ottanta erano effimeri, questi sono efferati.

Leggere un best seller dieci anni dopo, o non leggerlo affatto.

Prima c’erano state già due sberle, quasi una dietro l’altra: il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro.
Con il 2 agosto fine dei giochi, maturità forzata.

2 agosto, Erano quasi le 11, abitavo a Fermo, scendo al bar per bere qualcosa di fresco ma alla radio c’è qualcosa che mi congela. L’angoscia sembrava non finire mai…

Traumi di gioventù. Per troppi anni la scuola mi tenne nascosta la morte di Leopardi, dovuta ad una indigestione di gelati.

Siamo nella merda sino al collo? Non ancora; diciamo le spalle?

Una richiesta al ministro della cultura Bondi: mi presti la sua testa che riposo qualche ora.

Le donne sono un mistero solo per uomini banali.

Le stagioni sono cinque. La quinta è quella in cui restiamo soli.

E il bavaglio? È in tintoria.

Una signora dal fruttivendolo:«Sono buone queste pesche?»
«Lei le mangi, se poi non le piacciono me le riporti».

Essere fuori logo.

Artisti internazionali, artisti nazionali, artisti regionali, artisti cantonali, artisti provinciali, artisti cittadini, artisti di quartiere, artisti condominiali, artisti da camera.

Parole provocatorie, intelligenti, colte, aggressive, polemiche, critiche, affascinanti…  se solo le avesse detto qualcuno con altro corpo, altra voce, altro volto, altro sguardo.

Mancava la forma.

Quando si legge una poesia la si sta scrivendo.

dovevo star fermo
quando ero mobile
muovermi
quando ero immobile
con tutti i gradini alle spalle
le infinite scale consumate
una porticina mi si apre

L’arte naviga su un fortunato equivoco.

Passa il tempo, gli anni scorrono, fischia il vento urla la bufera, il sergente è sempre sulla neve, Zivago ormai congelato urla ancora Tonja Tonja… Antoine Doinel è vecchio e gira da tempo film porno e Dio non ubbidisce più come una volta, Piazzale Loreto si avvicina le fosse Ardeatine si allontanano, le gallerie sono passaggi, nei musei discreti aperitivi, Linus ha perso la copertina…

Bonjour schifesse.

Lo storico distingue, l’intellettuale si indigna, l’ostaggio fa televisione, il coscienzioso chiede il parere altrui, la scrittrice si scandalizza, il giornalista denuncia.
Tutti uniti dallo stesso editore.

Son ritornati i sandali alla schiava. O le schiave coi sandali…

Il ministro dell’istruzione università e ricerca è audioleso.

Manganello e doppiopetto (e doppiomento).

Nata una nuova scuola, Liceo don Giussani.

Disoccupazione. C’è differenza tra farsi mantenere dalla famiglia e mantenere una famiglia.

Suoni di giochi antichi… la palla Yo-Yo Ma.

Il gatto è molto permaloso, ma gli passa subito.

Era appena ieri.

Gli artisti ciellini cinguettano.

Pedro adelante con juicio

Spiacenti, vedo una sgommata sull’asfalto, andavate troppo veloci; non era questa la lentezza. Siete pregati di tornare indietro e rifare tutto il percorso, lentamente, molto lentamente…

Al museo Madre di Napoli forse mancherà l’elettricità e la luce.
Recuperare Gaston Bachelard, “La fiamma di una candela”.
Mimmo Paladino potrebbe occuparsi delle scorte.
No steariche, no paraffina, solo cera d’api;
è solo un modesto consiglio per l’artista-magazziniere.

Finito l’intreccio tra mafia e politica.
La mafia “è” la politica.

Questo è il periodo dei bei tramonti, lunghi e melanconici, con il buio però quasi improvviso in certi luoghi

Putsch fallito ad Adro. Dopo un primo momento di disorientamento le camicie verdi si riorganizzano e tentano un golpe per via istituzionale

Mi piace a volte non veder commenti a certe mie cose. Credo sia un silenzio dialogante, una vicinanza, oltre FB e persino oltre l’FBI…

Come l’arte degenerata, come i francobolli sbagliati, i manifesti ritirati della mostra di Cattelan a Milano vanno a ruba. I “guardoni” di una volta… Milano città vintage…

Basta con il luogo comune che miss Italia vuol dire testa vuota. Testasecca.

eri, mi sono dimesso per un giorno.
Mi ero dimesso da me stesso.
Non avevo scelta…

Tutti partecipi.
Tutti distratti.

Il mondo di Alter

sabato, settembre 11th, 2010

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antoniomarchetti variosondamestesso.

Non sarà certo Alter a scrivere la storia per te, non può arrivare a tanto, non c’era nel passato, non c’era nel remoto delle carezze e dei baci che non puoi ricordare.

Non c’era nelle fantasie delle favole, nei bisbigli notturni del conforto, nei giochi primordiali delle mani, nella custodia naturale del vivente.

Alter si è insinuato, con la maschera dell’amore, per riscrivere la tua storia, con passione distruttiva piuttosto che costruttiva. Alter non accoglie ma giudica e definisce, separa, taglia, riscrive come conviene al suo possesso. Possesso chiamato amore. Guarderai il mondo con gli occhi di Alter, e crederai che siano i tuoi. Alter consolida le tue crepe, è seduto sulla tua anima, con amore. Alter seleziona ciò che merita di essere ricordato e vissuto, e tu col tempo non saprai più qual’è la tua memoria e il tuo vissuto. Hai delegato ad Alter una negoziazione per te troppo difficile e faticosa, coinvolgente. Alter cancella le tue debolezze e ti introduce al mondo come in un nuovo esordio, non tuo, ma a cui aderisci affascinato. Lo sguardo di Alter ti convince: semplice, chiaro, evidente, oggettivo, freddo, distaccato, lucido, cinico. Alter ti mostra il mondo come non lo vedi tu. Ma il mondo, se hai deciso di non vederlo come lo vedi tu, è il mondo di Alter lavorato sul tuo impasto, sulle tue interrogazioni. Alter ha posto fine alle tue interrogazioni e  ai dubbi. Alter ha risposto a tutto, per te. Alter nasconde le macerie e ti mostra il mondo nuovo, un mondo libero dalle provenienze, dalle esperienze fondative, dall’infanzia, dai genitori, dalle storie e dalle saghe familiari. Tutto cancellato.

Alter è sempre presso di te, non ti lascia mai, ti ama, ma tu sai di essere solo. Meno solo oggi; più solo domani, quando Alter troverà un vivente più gustoso.

Quel giorno cercherai la tua casa.

Antonio Marchetti ©