Archive for the ‘Aforismi’ Category

Aforismi di primavera 2010

lunedì, aprile 12th, 2010

antonio marchetti double

Si spera che chi guida a folle velocità sia donatore di organi.


Gli artisti sono una razza in via di distinzione.


I Musei, per nascere, hanno bisogno dell’orrore.


L’artista silenzioso prima o poi te la farà pagare.


Io non cerco. Tuttavia non trovo.


Se tutti gli artisti del mondo si dessero la mano avremmo un mondo peggiore.


Se un poeta è inascoltato gli fa bene.


Due poeti uccidono il terzo.


Se in una tavola di poeti non c’è niente da mangiare si mangiano tra loro.


Se per molti esiste un disegno del destino a me è stata riservata una intera pittura.


I riminesi  rispondono volentieri alle domande ma solo in presenza dei loro avvocati.


In carcere i giovani leggono il Vangelo credendo che lo abbia scritto Stephen King.

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©Antonio Marchetti

I pre-moderni

domenica, maggio 17th, 2009

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Indietro su tutti ma in grado di elaborare modelli politici esportabili, poi gli “anni del boom”, lo sviluppo economico ma a modernità quasi nulla.
Ora siamo entrati nell’età pre-moderna e tutte le budella ancora devono essere rivoltate e fatte parlare.
L’imperatore pop non rappresenta le viscere; viene da lì e conosce se stesso molto bene. Il Vaticano sinora conferma e appoggia lo sbudellamento anche perchè ne ha di suoi e non pochi.
Cordiali saluti

Giacometti

sabato, gennaio 24th, 2009

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Aforismi di novembre

sabato, novembre 24th, 2007

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Uccidere, per molti italiani, è la soluzione più facile ma non per il contribuente.

Gli sposi non sono uniti in matrimonio sino “alla” morte ma “per” la morte.

Con i tuoni Dio scoreggia, con i lampi ci fotografa.

I giovani non tirano mai lo sciacquone.

Al ristorante è inutile ordinare, nessuno ubbidisce.

Liberarsi di una moglie è facile, di una ex moglie quasi impossibile.

Invecchieremo, pagando gli alimenti a figli cinquantenni precari.

Quando si dipinge un quadro ad olio è meglio aggiungerci del rosmarino.

In carcere non si entra mai, si esce.

Entrare in carcere per sei mesi da innocente, scrivere un libro, dipingere sei o sette capolavori, far innamorare una monaca e uscirne da eroi. Fuori hai chiuso.

Uscire dal carcere dalla porta e rientrarci dalla finestra (grata), o il contrario.

Il carcere, per molti, è il fuori.

Senza telecamera non piange più nessuno.

Aforismi di agosto 2

domenica, agosto 12th, 2007

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Dio è un cellulare spento.

Dio non va in ferie, Dio è in ferie.

I politici cattolici, in genere, non onorano Dio.
In compenso però lo sniffano.

Dio è in ogni luogo,
tranne che nella mia cameretta.

Dio c’è,
io vorrei darmi malato.

Il sabato di Dio si è allungato per tutta la settimana.

Una volta ho sentito Dio dentro di me.
Ulcera.

Dio, in fondo, se la cava sempre.

Dio è calvo.

Amare Dio è un modo come un altro per non amarmi.

Dio non c’è e si vede.

Dio è in cielo e in terra.
Non al mare.

Dio non sbaglia mai,
a parte Adamo.

Dio creò prima la donna.
La cosiddetta primadonna.

Se Dio è unico
noi non siano da meno.

Aforismi di agosto

venerdì, agosto 3rd, 2007

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Non posso credere in Dio
visto che Dio non crede in me.

Aiutati che Dio non ti aiuta.

Pregare Dio è da maleducati.

In nome di Dio vanno aprendosi moderne macellerie.

Dio è momentaneamente impegnato
prova ad accedere nell’area fai da te
digitando www.diocenter.com

La strada di Dio, in fondo, rimane sempre la scorciatoia migliore.

Nelle domeniche di agosto
Dio angeli e santi vanno in ferie tutti assieme.

Non piove perché abbiamo un Dio ormai rinsecchito.

A Dio è rimasta solo la memoria breve.

Scegli Dio, zero scatti alla risposta.

Dio, però, viene dopo la penicillina.

Oggi Dio è molto insicuro.

Dio non ci salva mai, se non perchè è distratto.

Dio è invidioso.

Dio arriva a pesare venti chili.

Dio è affetto da cataratta.

Fare le cose come Dio comanda è una forma di depistaggio.

Dio fa molto vintage

Aforismi estivi

venerdì, luglio 27th, 2007

giostra

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Le donne non ti lasciano mai lo spazio dopo una virgola.

L’errore brucia di più a chi pensa.

La tua città è il luogo del risentimento.

Il mondo è abbastanza vasto per starsene tranquillamente fermi.

Le magre diventeranno dei cessi
le grasse angeli
le bionde calve
la cellulite ci ecciterà
gli assessori spariranno

Le puttane di lusso sono come i topi:
lasciano la nave dei mariti ricchi quando questa affonda.

Le minorenni non esistono più.
Restano però i pedofili.

Il culo della donna ha fatto sparire la testa.

In vacanza si muore prima.

Partorire a Rimini è di moda.

I becchini chiedono di essere pagati in “nero”.

L’estate, in genere, tutto è più atroce.

I turisti vanno e vengono,
le depressioni vengono e ci rimangono.

Il vero potere consiste nel viaggiare in autostrada
mantenendo trenta metri di distanza di sicurezza.

Si spera che chi guida a folle velocità
sia donatore di organi.

Le sabbiature sono nuove forme di sepoltura.

In estate le badanti si sentono insicure.

Le persone indecise purtroppo decidono anche per te.

Francia

lunedì, maggio 7th, 2007

Allora, come va?
Insomma, Sarkozy-kozy.

Pensieri in treno

mercoledì, aprile 11th, 2007

Dopo tanto vagare, stanco di predicare il verbo di Cristo, San Pietro decise di fermarsi ed iniziare una nuova attività. Decise di aprire un’osteria, che chiamò l’Osteria del Gallo.

Desmond Morris, se ancora ce la fa, potrebbe scrivere La scimmia vestita. Oggi in treno ho visto esemplari giovani di questa specie.

Chittelan

venerdì, aprile 6th, 2007

chittelan

Il mio amico D.P. mi chiedeva se si sapesse qualcosa del padre di Maurizio Cattelan suggerendomi poi la straordinaria somiglianza dell’artista con il Ministro Vannino Chiti.
Ho immediatamente pensato ad un ragazzo padre che ha in giro un figlio artista senza saperlo, o forse ho immaginato, amando la letteratura realista francese, che circolasse un segreto che il somatismo finalmente disvela.
In effetti, nella serie degli autoritratti di Cattelan potrebbe esserci il desiderio inconscio di appartenenza al vero padre, una pulsione di ricongiungimento originario al padre-ministro.
La cosa straordinaria tuttavia riguarda le strategie genetiche degli artisti, che non sono le stesse delle persone comuni.
Il Padre, Vannino Chiti, non ha generato Cattelan ma è Chiti ad essere stato generato da Cattelan.
È una sua opera d’arte, ma ancora non lo sa.