Archivi per la categoria ‘Generale’

8 marzo. È qui la festa?

lunedì, 8 marzo 2010

.

antonio marchetti frigo

.

Le “ministre” di questo governo sono invisibili. L’ambiente non conta nulla, in questi mesi di emergenza e scandali quotidiani quella “donna”, che gestisce quel ministero, non esiste. Per le pari opportunità, nell’Italia della cronaca contemporanea, c’è altra donna, invisibile, o balbettante. Per la gioventù, ridicolo già nel nome del ministero, il ministro appare come pezza di appoggio nei luoghi in cui non dovrebbe essere, con quegli occhioni ipertiroidei di chi la sa lunga ma non dice mai niente. Per il turismo abbiamo una donna talmente abbagliata dal suo premier che ripete come un clone idee non sue. È stato nominato un sottosegretario donna che ha avuto il merito di indicare un presunto amante della consorte del suo premier- padrone nella fase di separazione matrimoniale. Queste sono le donne nel governo del nostro paese. Forse sono state scelte proprio perchè devono star zitte, pur simboleggiando una qualche “pari opportunità”. Il problema è solo loro. Cosa festeggiano oggi le donne? Perchè, poi, chiamarla ancora festa? Non sarebbe piuttosto un lutto?

Antonio Marchetti a Cansano (AQ)

lunedì, 21 dicembre 2009

 

Il paradigma dell’emigrazione ispira questa installazione di Antonio Marchetti espressamente realizzata per Cansano. Un paradigma del moderno e della contemporaneità raccolto in una pittura tridimensionale fatta di abiti, stracci e oggetti “narrativi” sulla quale si sovrappone una videoproiezione archeologica- antropologica; mentre il sonoro comprime lo spazio pressurizzandolo, in ossessivo e ripetitivo leit-motiv acustico che martella la mente e le memorie. Non si pensa solo alle emigrazioni di almeno due terzi del secolo XIX, gli italiani del ceto medio alfabetizzato, degli esuli, dei patrioti e  degli aristocratici che in America o in Inghilterra fondarono riviste e imprese. Qui ci si riferisce soprattutto ai quattro milioni di emigranti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, spesso analfabeti, sino a quelli intervistati da Mario Soldati nelle banchine dei porti negli anni Cinquanta a cui chiedeva: cosa vi siete portati da leggere?

La storia si svolge per specularità rovesciate. Noi da diversi anni conosciamo l’immigrazione, siamo l’America per centinaia di migliaia di persone. Lampedusa, o le rive fatali, i centri di prima accoglienza sono la Ellis Island nostrana. I nostri comportamenti sono il riflesso nello specchio scuro di una memoria che rimesta nel corpo della nostra identità. Senza esprimere giudizi o valutazioni “morali”, più semplicemente, l’intenzione  di Antonio Marchetti è quella dell’arte: invitarvi nelle proprie stanze offrendovi una narrazione contemporanea.

In fondo anch’io – scriveva Ennio Flaiano di se stesso – sono un emigrante, un emigrante intellettuale.

 

variosondamestesso  ® riproduzione riservata

 

cansano05.jpg

 

foto-cansano07.jpg

 

cansano11.jpg

Memorial Cansano

giovedì, 3 dicembre 2009

antonio-marchetti-invito-cansano.jpg

 

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DI OCRITICUM

MUSEO DELL’EMIGRAZIONE

 

A cura dell’associazione Culturalmente

 

Nello spazio del centro di Ocriticum l’artista Antonio Marchetti realizzerà una installazione inedita, appositamente progettata per Cansano.

Il progetto installativo accoglie sicuramente le suggestioni del Museo dell’emigrazione – nelle immagini e negli oggetti in esso raccolti in maniera per certi versi struggente –  ma soprattutto le memorie stratificate nei luoghi stessi –  se non nel luogo stesso, Cansano –  in cui si è deciso di realizzarlo.

Ma questo grumo di memoria, che Marchetti traduce in una disseminazione teatrale e scenonografica di vite e di mondi, è esplicitamente coniugato al presente, al nostro giorno dopo giorno ove il nostro sguardo tende sempre di più a non vedere e a distrarsi. L’intenzione di Antonio Marchetti è quella dell’arte: invitarvi nelle proprie stanze offrendovi una propria narrazione contemporanea.

Il politico

venerdì, 4 settembre 2009

 antonio-marchetti-tombe-sardegna.jpg

Oggi il politico dice la verità, tutta la verità che la tradizione politica italiana ha accumulato.

Dice la verità della politica nella sua messa in vendita nel mercato dei media. La verità oggi è nuda, ed è esibita nella sua terribile potenzialità autodistruttiva, dal politico sotto contratto, senza più le vecchie maschere barocche.

Distruggere l’altro è abbastanza un modo per distruggere alla fine anche se stessi.

Dopo la morte dell’Imperatore sarà peggio, ci sarà la ferocia cannibale dei senza contratto, delle verità senza più il padre padrone. Le verità senza più ascolto.

Dopoguerra

martedì, 30 giugno 2009

antonio-marchetti-capaci.jpg

Le guerre possono essere brevi, i dopoguerra lunghissimi.
Quando finisce un dopoguerra?
Il Muro venne eretto nel 1961, 16 anni dopo la fine della seconda guerra.
Viene demolito 28 anni dopo, dieci anni fa.
Il dopoguerra, nella sua insolubilità, agisce ancora nei miti contemporanei italiani, nelle forme tecnologiche e mediatiche (era il fascismo a far vibrare gli animi dei giovani con canzoni e seduzione mediatica).
Il dopoguerra non finisce mai e “dopo” assume un significato fittizio e atemporale.
Forse, per noi, quella guerra, ha solo “sospeso” caratteri e peculiarità che il “dopo” ha rimanifestato in forme più organizzate e decise, senza più alibi etici, ormai crollati definitivamente, siano essi laici che cristiani.
Il dopoguerra, per molti italiani, è un po’ come gli esami eduardiani che non finiscono mai o, per fedeltà all’autore, una nottata infinita.
Eppure, tra stragi attentati guerra mafiosa depistaggi corruzione sembrava apparire nei primi anni Novanta una certa aria nuova. Ma ci eravamo dimenticati del vintage neo fascista e del marketing, eravamo distratti, qualcuno guardava solo i tribunali.
La figa ci piaceva ma l’uso mediatico del consenso politico attraverso la figa dev’essere sfuggito (dopo quasi vent’anni sfugge ancora ad alcune vecchie trombone della sinistra).
Eliogabalo in ascesa ha ampliato la figa televisiva nella vita reale.
Vince, con la figa si vince.
I moralisti attuali che condannano la presenza parlamentare di donne, o di ministri al governo, che provengono dal mondo di Eliogabalo dimenticano la famosa battuta di una onorevole pornostar: quando entro nel parlamento tutti i membri si “alzano”.
Wladimir Luxuria non aveva certo esperienze “politiche”…
Chi ha iniziato a immaginare il Parlamento come una estensione della “Dolce vita”?
Non importa più. Questo è il dopoguerra infinito italiano.

Aforisma estivo

giovedì, 18 giugno 2009

 antonio-marchetti-tre-case.jpg

Il successo può dare dei problemi.

Mai come l’insuccesso.

A.M.

Caro ministro Gelmini

martedì, 16 giugno 2009

antonio-marchetti-animals.jpg

.

Ministro Gelmini, lei è giovane. I giovani per loro natura ascoltano poco, sono intemperanti e non accettano tanto facilmente le critiche. Lei è ministro dell’istruzione dello stato italiano e, come ministro, vedo, non ha la temperanza, la saggezza, la capacità di ascolto, l’accettazione della critica.
Colpa della sua gioventù? No.
Alla sua condizione biologica si aggiunge la terribile definizione, ne sono consapevole, di “gregaria”, passiva esecutrice di un governo pop a cui lei aderisce con “la capa fresca”.
Lei non ascolta perchè ha paura di ascoltare se stessa, rifugge dalla verità che è davanti ai suoi occhi perchè lei, tra l’altro, rifugge dalla “sua” verità, di donna “realizzata” ma  non realizzativa, emancipata ma non emancipatoria, pragmatica ma senza idee, formalmente definita nel look ma inconsistente nell’essere.
Lei non ha nessuna esperienza per gestire la complessità della cosa di cui si occupa, glielo garantisco. Lasci perdere. Faccia l’attrice.

Abruzzo.

mercoledì, 8 aprile 2009

img_0304.jpg

Promemoria 1

giovedì, 26 aprile 2007

promemoria
Willem De Kooning

Maurizio Cattelan

Chittelan

Liberalismo

Leopardi

Savinio

Alighiero Boetti e il cucito

Fellinia

Uomini pescaresi

Veltronismo

Educatori

Famiglia

Genova

Ravenna

Minorenni

Scuola

Aldo Rossi

Comunista

Amare

Giovanni Pico della Mirandola

Renault

La 500

Philip Roth

Calcio

Libro

Via Mazzini

Milano casa di donne

Montepagano

Pasolini e Pescara