Archive for the ‘Urgenze’ Category

Il nostro agire

lunedì, ottobre 26th, 2009

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Un certo silenzio, una rarefazione di interventi su questo Journal sono dovuti a problemi di stomaco più che di testa o di pigrizia intellettuale.  Gli eventi italiani seguono una accellerazione verso la rovina e l’autodistruzione; bisogna lasciar sedimentare il lavoro delle viscere affinchè sorga un qualche pensiero lucido e distaccato. Quanti siamo ad andare di corpo in modo inconsueto o ad essere afferrati da conati di vomito? Molti, una grossa minoranza. Ma ormai l’indignazione è la forma aggiornata della rassegnazione.

Ciascuno può fare molto nel piccolo mondo in cui vive e lavora, nel quotidiano (il “territorio” è il quotidiano spaziale ed esistenziale). La Costituzione sancisce, ancora, la nostra libertà, cominciamo ad applicarla giornalmente, di primo mattino. Ogni autocensura, ogni timidezza, qualsiasi pavidità relativa al nostro agire rappresenta un calpestare i diritti che costituzionalmente ci sono riconosciuti. Così facendo calpestiamo anche quelli degli altri, di quelli che coraggiosamente resistono e tutto alla fine ricadrà su tutti.  La  perdita dei diritti ce la vogliamo anche noi, nei nostri comportamenti spesso ipocriti.

Tra breve potrebbe essere troppo tardi.

COMUNICATO STAMPA

venerdì, ottobre 9th, 2009

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COMUNICATO STAMPA

 

Non esistono poteri assoluti

Almeno per ora

 

Non tutto è perduto, in Italia, ALMENO PER ORA.

 

E, ancora una volta, è stata la Costituzione della Repubblica a indicare la strada da percorrere.

 

Non era possibile conciliare la Legge Alfano con l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce l’uguaglianza dei cittadini.

 

Per questa ragione il Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna, con numerose associazioni e alcune forze politiche, aveva, a suo tempo, promosso il Referendum abrogativo della legge Alfano e raccolto le firme necessarie, in provincia di Ravenna e in tutta Italia.

 

Non avevamo dubbi: la suprema Corte avrebbe dichiarato l’incostituzionalità della legge Alfano ma, nel frattempo, chi informava la cittadinanza nel merito della grave aggressione alla legalità costituzionale ancora una volta in atto?  Poche voci libere, nella stampa e nelle TV, lo stavano facendo.

 

Con la raccolta delle firme, che  superò di molto le 10000 nella provincia di Ravenna, abbiamo attivato una ampia e capillare opera di controinformazione e di resistenza civile.

 

Ora ci aspetta un altro compito, non meno urgente del precedente.

 

In primo luogo, vigilare per il pieno rispetto della sentenza della Corte. Inoltre, sono annunciate riforme costituzionali che potrebbero stravolgere la Costituzione e “legalizzare”  il “primus super pares” che l’avvocato Ghedini ha avuto il coraggio di teorizzare di fronte alla Corte. Una aberrazione politica e giuridica che si colloca al di fuori della tradizione liberaldemocratica europea, ma che ha, almeno, il pregio della chiarezza, perché rende esplicito che chi ci governa, oggi, vuole superare l’equilibrio dei poteri, e dare vita a un esecutivo da cui dipendano sia il Parlamento che l’ordine giudiziario.

 

Prossima probabile mossa, la Repubblica presidenziale, con il presidente eletto direttamente dal popolo.

 

Ieri sera il presidente del Consiglio è stato chiaro, con una aggressione al Presidente della Repubblica inaudita e con una tremenda invettiva, che dice tutto della sua concezione del potere: “viva l’Italia, viva Berlusconi”.

 

Tutto chiaro.

 

Talmente chiaro che ci chiediamo: E’ COMPATIBILE CON LA NOSTRA REPUBBLICA CHE E’ ANCORA UNA REPUBBLICA PARLAMENTARE un presidente del Consiglio che si esprime e che agisce così?

 

Riteniamo di NO.

 

Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna

8 ottobre 2009

Morte di un imperatore pornopop

giovedì, settembre 17th, 2009

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Come immaginare la morte dell’imperatore oggi? Come potrebbe morire nell’immaginario individuale, il mio, l’egoarca (come lo definisce sofisticatamente Giuseppe D’Avanzo)?

Mi verrà in aiuto Maurizio Cattelan e una sua opera: Papa Giovanni Paolo II schiacciato a terra da un meteorite. Per l’attuale imperatore pornopop egoarca la morte la vedrei comunque causata da portento celeste, una traiettoria altrettanto verticale, improvvisa e implacabile, transpolitica e aideologica. Penso al fulmine. Un fulmine che colpisce solo Lui e risparmia le bodyguard. Un fulmine piccolo e potente, circoscritto in una rara fenomenologia di elettrica sventura. Il corpo probabilmente verrà carbonizzato e quasi polverizzato, una nerezza insostenibile allo sguardo per qualche attimo contornerà una dentatura bianca che ricorderà il gatto del Ceshire di Alice.

Il reporter che catturerà questo attimo vincerà il Premio Pulitzer o lo venderà a El Pais. La Chiesa cattolica cercherà di minimizzare l’evento cercando di allontanare per quanto possibile qualsiasi interpretazione che possa coinvolgere l’intervento divino. La conferenza episcopale negherà la mano di Dio; il Papa farà riferimento a casualità tragiche dovute alla metereologia e farà citazioni scientifiche per dimostrare che Dio non c’entra. I laici e le frange atee della società al contrario esibiranno striscioni e lanceranno slogans nelle piazze e banner sul web molto semplici: Dio esiste.

Passare al bosco o l’Isola delle Rose?

giovedì, giugno 25th, 2009

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Italia calcificata; già dieci anni fa una ultima dinamizzazione possibile, ora è sostanza inorganica che si aggrappa al passato. Saluti fascisti, faccetta nera cantata in qualche scuola in culo al mondo (fare mondi), giovani invisibili e muti, pre-iraniani, il femminile in offerta, come sempre. Non siamo fermi ma in retromovimento progressivo. Svergognati ma senza vergogna.

 

Marina centro a Rimini: tutti i negozietti vendono le stesse immagini: Mussolini e gagliardetti littori.

 

I bambini e i ragazzi vogliono il fuciletto nelle colonie estive del ministro della gioventù, e anche la divisa.

 

E noi? La nostra generazione? La memoria è una nicchia, una trappola o un fallimento? E il presente, dov’è, qual’è? C’è il successo di chi marcia questo presente ma non ci sarà memoria per ridimensionarli, mentre l’insuccesso di oggi sarà ANCHE l’insuccesso di domani. Cominciare a tener presente quella famosa ipotesi di Ernst Jünger, oggi attuale? Passare al bosco?

 

O ricostruire al largo del mare di Rimini l’Insulo de la Rozoj (l’Isola delle Rose) dell’estate del 68?

 

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Tra gli articoli sul caso Berlusconi pubblicati da altri giornali britannici, spicca poi la vignetta del Sun: un parcheggio pieno di limousine per il summit del G8, ciascuna con una bandierina della nazione che rappresenta sul cofano; quella italiana è letteralmente ricoperta di giovani ragazze maggiorate e seminude, che lavano la macchina brindando con calici di champagne.

(Enrico Franceschini, La Repubblica)

I pre-moderni

domenica, maggio 17th, 2009

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Indietro su tutti ma in grado di elaborare modelli politici esportabili, poi gli “anni del boom”, lo sviluppo economico ma a modernità quasi nulla.
Ora siamo entrati nell’età pre-moderna e tutte le budella ancora devono essere rivoltate e fatte parlare.
L’imperatore pop non rappresenta le viscere; viene da lì e conosce se stesso molto bene. Il Vaticano sinora conferma e appoggia lo sbudellamento anche perchè ne ha di suoi e non pochi.
Cordiali saluti

Nuovo cinema purgatorio

sabato, febbraio 21st, 2009

 antonio-marchetticostruzione-del-dolore.jpg  Non vorrei sentire più l’enfatismo, ormai stanco, di uno stacco musicale, di un inno. Non funziona più, funziona però con l’uomo mortale Berlusconi. Ivano Fossati me lo voglio sentire a casa, in auto, con gli amici, non più al termine o all’inizio di una assemblea già crepuscolare in età giovane. È patetico. Basta, sono per la fusione a freddo, aspetto animali politici. Non scrivete più libri, lasciateli agli scrittori, non siate artisti, lasciate all’arte il mestiere che gli compete, non siate attori o personaggi televisivi, lasciate spazio a chi lo sa fare, siate politici, ascoltate e state zitti, ascoltate elaborate e AGITE, agite politicamente, guadagnatevi il salario. Usate l’arma sottile della politica, siate intelligenti, la poesia la letteratura l’arte lasciatela a noi oppure mettetevi in gioco senza utilizzare il potere mediatico. Siate politici e basta. Invitate ad uscire i destabilizzatori. La pluralità lasciatela a noi voi pensate a perseguire obiettivi chiari e certi. Per tagliare il capello ci pensiamo noi voi pensate a fare legna e a lavorare per coloro che vi hanno votato. Ma è già tardi, per tante volte è stato tardi, almeno per chi ne ha memoria.

La morte di un uomo chiamato Berlusconi

giovedì, febbraio 19th, 2009

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l’Italia è attraversata da profondi temi etici che riguardano la vita e la morte. Questi temi, in effetti, non riguardano i viventi ma i pre-nati e i pre-morti (sospensione in vitro di embrioni ed alimentazione artificiale di comatosi, una vita “tecnica”), qualcosa che si sottrae alla vita come la concepiamo abitualmente e materialmente.

Mi sono chiesto se la morte di un uomo di nome Silvio Berlusconi, un vivente tra gli uomini, potesse produrmi una profonda riflessione sulla morte e la vita dal punto di vista etico. Mi vergogno a confessarlo e pur cercando dentro di me corde sensibili e di civiltà mi vedo costretto a rispondere di no. La morte del signor Berlusconi non produrrebbe in me nessun sentimento di lutto e di perdita. Essendo un uomo che incarna l’Italia contemporanea la sua morte potrei vederla come la morte di una parte dell’Italia stessa e siccome l’Italia che incarna non mi piace potrei provare un senso incoffessato di piacere, addirittura – quasi me ne vergogno – alla notizia di una sua morte. Le sue orrende barzellette sulla morte degli altri  che ama raccontare potrebbero stavolta riguardare lui. Nondimeno la scomparsa di un uomo non cancella le strutture di potere e i sistemi di pensiero che intorno all’uomo si sono ormai create. Ma è pur vero che molti dicono che è proprio quest’uomo a tenere presso di sè la totalità del consenso, del potere pubblico e determinare modelli mimetici comportamentali diffusi.

Dunque la morte di uomo potrebbe rappresentare la morte di un sistema, che potrebbe polverizzarsi e sciogliersi o modificarsi  come un fenomeno termico o chimico. Desiderare la morte di qualcuno è ripugnante e confligge con la coscienza e l’etica, per i cattolici poi è un peccato mortale. Dal punto di vista politico infine desiderare la morte è segno di sconfitta, vuol dire che ormai non si ha più nulla da opporre. Ma se in una utopica ipotesi non si avesse più nulla  da opporre non dico desiderare, ma pensare, la morte di un uomo è l’impensato che potrebbe insinuarsi nella mente di molte persone normali.

Poesia

lunedì, febbraio 2nd, 2009

 

Ho visto che in alcune scuole  professori di Lettere incitano i loro allievi a scrivere poesie, riempiendo i muri di fogli con loro componimenti; concorsi e premi di poesia si alternano in culo al mondo. Se c’è un modo per fare del male alla poesia è questo, se c’è un modo per equivocare sul significato della poesia è in questo suo  uso sociologico-piagnone, pedagogico-educativo, psico-fisio-terapico (e per “fisio” intendiamo anche il gesto fisico, ginnico di appendere al muro gli sfoghi poetici), in questa idea di “aprire le valvole”, in questo dare sfogo a quella parolaccia del “disagio giovanile”. La poesia è arte somma, è distillato della lingua, è spremitura dell’anima, è ferocia in forma di parola, è conoscenza che si fa nulla, è filosofia del verso. Poesia è contenuta in botticelle preziose e rare. Ormai un nemico inesorabile si aggira nei corridoi nelle stanzette nelle cantine nelle soffitte nelle strade dell’arte, un nemico a cui possiamo offrire una resistenza sempre più risibile. Il nemico si chiama facilità

 

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Il burattinaio di Palazzo Chigi

lunedì, novembre 17th, 2008

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La scultura pop ha apprezzato l'”abbronzatura” del nuovo Presidente degli USA mentre uno delle sue marionette ha dichiarato che dopo questa elezione americana Al Qaeda sarà contenta. Queste, a caldo, le considerazioni dell’Italia sulla vittoria dei Democratici americani. Il burattino che si crede più autorevole propone di schedare i “barboni”, i “clochard” senza fissa dimora (ma se lo sono non hanno dimora!). Sugli scioperi e sulle manifestazioni sono state usate le micidiali armate mediatiche in possesso del burattinaio per ridimensionarne la forza civile mortificando tanti cittadini considerati sovversivi (cioè non ubbidienti al gioco di fili del maestro marionettista). Al centro del mirino c’è la CGIL, il sindacato italiano più rappresentativo e forte, contro il quale si devono ancora consumare le anacronistiche vendette dei post- fascisti ai quali l’acqua Fiuggi non è mai piaciuta. Questo sindacato viene lavorato frontalmente e ai fianchi, logorando l’unità con altre sigle. La sinistra, un concetto ormai liquido ma che il marionettista solidifica per le sue performance da teatrino, è la causa di tutti i mali, terreni ed extraterreni. Luoghi di proclami cambiati: non più San Patrignano ma i Circoli del Buon Governo, il cui nome dimostra il declino della nostra lingua oltre che della comune decenza. Da questa postazione vengono lanciati siluri mediatici, come quelli contro i “lavativi”, i “fannulloni”, cioè quelli di sinistra. Di conseguenza, chi di sinistra forse non lo era più ed è impegnato a vivere una propria vita degna di essere vissuta riconsidera la sua posizione: “sì, sono di sinistra”, sono Pinocchio libero dai fili che mi costringono ad ubbidire e a divertire un pubblico scemo e voglio emanciparmi, essere uomo. Sì sono iscritto a quel sindacato, siamo milioni, sono sempre stato critico verso di esso, ma ora sento un’appartenenza. Ora veniamo al punto. C’è una relazione tra gli squadristi che assaltano la sede del Tg3, picchiano gli adolescenti che manifestano, assaltano la sede della CGIL, e l’incitamento istituzionale al linciaggio (rileggere Renè Girard)? C’è una relazione tra i balordi riminesi (probabilmente spacciatori infastiditi da presenze ingombranti) che mettono fuoco ad un “barbone” e le restrizioni legislative contro di lui? Tra i poliziotti che manganellano gli studenti (ma rimangono inerti a guardare gli ultras che devastano treni ed impediscono ad altri cittadini di vivere normalmente) c’è insomma una relazione con i proclami a raffica del Governo? Sì, c’è, non solo c’è una relazione ma vien da pensare che ci sia una orchestrazione, non solo un disegno ma una vera pittura. Questa Italia si commuove per Ileana Englaro, la Chiesa detta le regole allo Stato, la vita umana viene considerata sacra (astrattamente) mentre concretamente si vuol togliere l’assistenza sanitaria agli extra-comunitari e perseguire chi non ha una dimora fissa (in un mondo ove certezza e sicurezza di una esistenza, di per sè, sono precari). Sulla cultura torneremo in altra occasione e vedremo come la neo- fascitizzazione, nel recupero di una tradizione e nell’applicazione di un risentimento, stia disegnando le nuove mappe di un patetico posto al sole.
I giudizi sull’Italia li leggiamo non dalle prese di posizione dei nostri intellettuali e artisti ma dagli stranieri.

Citazione autunnale

giovedì, novembre 1st, 2007

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Non si illumina senza bruciare. Questo è vero per l’arte che, a un certo grado di intensità, consuma l’essere come una passione, ed è vero per l’esistenza umana, dove non vi è autentico splendore se non a prezzo di un’usura più o meno lenta e nascosta, dovuta al fiammeggiare del desiderio, all’impeto del cuore o alla tensione dello spirito.

André Chastel

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